IL CINEMA ANIMA GLI OCCHI
organizzazione Art Promotion

Verso Sud: il cinema racconta gli insediamenti industriali

 

 

>> PROIEZIONE <<

venerdì 2 maggio – ore 16.00 // SALA 3

 

 

Il cinema d’impresa ha rappresentato per tutto il Novecento un settore importante della politica industriale, e ha portato alla produzione di migliaia di documenti filmati che affrontano tutti gli aspetti della vita aziendale, dalle opere sociali alle fasi della produzione alla pubblicità.

Questo patrimonio d’immagini, oggi in buona parte conservato dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa d’Ivrea, consente di ripercorrere l’evoluzione della produzione industriale, dei rapporti sociali, dell’economia e del lavoro in Italia.

A questi film – che spesso riemergono dagli archivi dopo decenni di oblio – noi guardiamo come a una sorta di finestra su un mondo le cui tracce sono progressivamente cancellate dalle sue stesse logiche interne di trasformazione rapida e continua. Sono immagini che ci mostrano non soltanto l’organizzazione della produzione, le macchine, i processi di lavorazione, ma mettono spesso in primo piano gli uomini, mostrandone – attraverso il movimento delle mani, le posizioni del corpo, le espressioni del volto – il loro modo di guardare al loro lavoro.

Si dipana così sotto i nostri occhi il “secolo fordista”, precariamente inciso su pellicole che sempre più spesso hanno bisogno di radicali restauri per potersi conservare ancora, e che istituiscono non una sola tradizione di riferimento, ma esprimono le diverse memorie dell’impresa e del lavoro che si sono sedimentate e spesso contrapposte attraverso il Novecento.

Dagli archivi d’impresa continuano a uscire opere inattese, inedite o ormai dimenticate, che dimostrano l’importanza del cinema industriale non soltanto come documento storico, ma come parte integrante di una storia generale del cinema italiano, evidenziando una fitta trama di relazioni. Alle capacità dell’impresa di utilizzare le risorse del “settore cinema” per una moderna politica industriale, corrisponde infatti la disponibilità di cineasti e intellettuali a dialogare con la fabbrica, trasferendo spesso, in lavori realizzati su commissione, la passione e la tecnica del “grande cinema”.

Verso Sud: il cinema racconta gli insediamenti industriali illustra un periodo della storia imprenditoriale e sociale del nostro paese caratterizzata dalla fiducia nella trasformazione del mondo attraverso l’industria. Fiducia in un progresso senza limiti e condizioni, che avrebbe consentito, al tempo stesso, di aumentare la base produttiva, e di migliorare immediatamente le condizioni di vita di ogni singola persona, come dimostra, ad esempio Buon lavoro Sud di Giovanni Cecchinato, che segue il passaggio dalle stentate occupazioni tradizionali (pescatore, barbiere, contadino, emigrante) ai nuovi mestieri garantiti dal progresso industriale.

Certo oggi stona per la nostra sensibilità la mancanza di ogni preoccupazione ambientale, totalmente assente, ad esempio, anche nel commento di Leonardo Sciascia in Gela antica e nuova. Ma, come osserva Giorgio Bocca: “Ci fu un tempo in cui alcune delle cose che oggi ci sembrano terribili, ci sembravano bellissime. Ignorarlo significa non capire una parte della nostra storia recente”.

 

Sergio Toffetti

Direttore Archivio Nazionale Cinema d’Impresa

 

 


 

 

ACCIAIO FRA GLI ULIVI

 

Italia – 1962 – DVD – colore – 21’

 

Regia: Giovanni Paolucci

Fotografia: Luigi Baldi, Fulvio Testi, Giuseppe Acquari, Cesare Colò

Musica: Valentino Bucchi

Produzione: Italsider

 

SINOSSI

Il film illustra la nascita del tubificio di Taranto, primo elemento del centro siderurgico che l’Italsider costruì nel Mezzogiorno d’Italia. Attraverso un’efficace documentazione retrospettiva lo stabilimento prende forma e da scheletrica struttura di metallo si trasforma in un immenso edificio di acciaio e di vetro, ove, all’interno, vengono collocati grandiosi macchinari. Sono quindi descritte dettagliatamente le varie fasi della lavorazione dall’arrivo delle lamiere al prodotto finito.

 

 


 

 

BUON LAVORO SUD 

Buon-lavoro-sud

Italia – 1969 – DVD – colore – 16’

 

Regia: Giovanni Cecchinato

Fotografia: Luciano Milesi, Vincenzo Paradiso

Musica: Luigi Giudici

Versi e Voce: Renzo Barbera

Produzione: Gruppo Cinema Montecatini

 

SINOSSI

Cecchinato, uno dei maggiori rappresentanti del documentario industriale, registra le trasformazioni introdotte dall’arrivo della grande industria. Il film si articola in tre parti: un’indagine sulle condizioni di vita e di lavoro del paese attraverso varie figure: il pescatore, il barbiere, il contadino e l’emigrante. Nella seconda parte ritroviamo l’epica della fondazione di una nuova industria, le cui strutture vengono esplicitamente accostate alle svettanti colonne dei tempi classici. Nel finale, tutti i mestieri della tradizione hanno trovato un corrispettivo in fabbrica, dal vetturino che è diventato autista al barbiere divenuto infermiere d’officina.

 

 


 

 

GELA ANTICA E NUOVA

 

Italia- 1964 – DVD – colore – 31’

 

Regia: Giuseppe Ferrara

Sceneggiatura: Leonardo Sciascia

Produzione: Eni

 

SINOSSI

I ritrovamenti di petrolio in Sicilia inducono l’Eni, in sintonia con la politica di intervento nel meridione, a costruire un grande stabilimento petrolchimico a Gela. Sono gli anni di quell’imponente flusso migratorio che dal meridione del Paese raggiunge le grandi città del nord, dando vita ad una profonda trasformazione culturale ed economica come mai prima di allora l’Italia aveva vissuto. Accanto a straordinari risultati di crescita economica, questo processo produce anche inevitabili contraddizioni negli assetti sociali nuovi, diversi che va determinando.

E il clima che avvolge il documentario, che lo muove. Un’ispirazione forte, costante, – anche nel testo, scritto da Leonardo Sciascia – che consente al regista Giuseppe Ferrara di raccontare la costruzione dello stabilimento dell’Eni cogliendo, con grande sensibilità, il tema della necessità dello sviluppo industriale, e, insieme, la forte volontà di una cultura che non vuole perdere le sue radici, e sembra saper integrare il futuro nelle modalità narrative del passato, come dimostra il cantastorie Ciccio Busacca “rappresentando” in piazza le nuove opportunità offerte dall’arrivo del petrolio.

 

 


 

 

QUATTRO VOLTE BRINDISI

4volteBrindisi

 Italia – 1964 – DVD – colore – 31’

 

Regia: Giovanni Cecchinato

Fotografia: Luciano Milesi, Vincenzo Paradiso

Produzione: Gruppo Cinema Montecatini

 

SINOSSI

La Montecatini ha costruito a Brindisi uno stabilimento petrolchimico grande quattro volte la città stessa. Il filmato descrive lo sviluppo ed il funzionamento degli impianti che arrivarono a produrre 700.000 tonnellate di materie plastiche ed altri prodotti derivanti dal petrolio. La “città di ferro e foco” cantata da Sandro Tuminelli prende vita sotto gli occhi dei ragazzi che nel cambiamento improvviso del paesaggio vedono una possibilità di sviluppo per la loro terra.

 

 


 

 

TARANTO OGGI

 

Italia – 1972 – DVD – colore – 18’

 

Regia: Marco Zavattini

Sceneggiatura: Pietro Gentilucci

Fotografia: Claudio Racca, Federico Zanni

Voce: Riccardo Cucciolla

Produzione: Italsider

 

SINOSSI

Il film documenta i cambiamenti culturali e sociali avvenuti nella città di Taranto a seguito della costruzione del centro siderurgico Italsider.
Il polo industriale, nato nella città ionica nel 1960 all’interno del piano delle nuove politiche di sviluppo del Mezzogiorno, è diventato il più grande impianto siderurgico italiano. Un centro all’avanguardia che ha generato ricchezza e benessere in tutta la regione.

 

 


 

 

 I QUATTRO ELEMENTI

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Italia – 2014 – DVD – colore – 24’

 

Regia: Corrado Punzi

Soggetto e Sceneggiatura: Corrado Punzi, Marta Vignola

Cinematografia: Corrado Punzi

Montaggio: Corrado Punzi

Produzione: Arci Comitato Territoriale di Lecce, Muud Film

 

SINOSSI

Acqua, Aria, Terra e Fuoco. Quattro elementi affidati al racconto di quattro personaggi che si muovono all’interno di una città: Taranto. Storie soggettive che trasmettono la complessità di una terra, rabbiosa e sognante, che non vuole rassegnarsi ad un destino mortifero. Sguardi di confine su un futuro che è lontano dal mito della società industriale e dal linguaggio che lo narra. Una città in movimento che esprime con la voce dei suoi abitanti il bisogno di costruire nuovi modelli sociali, culturali e di sviluppo.