La Morte In Diretta

Francia, Germania 1980 – colore – 120’

 

Regia: Bertrand Tavernier
Sceneggiatura: Bertrand Tavernier, David Rayfield dal romanzo The Continuous Katherine Mortenhoe di David Compton
Fotografia: Pierre-William Glenn
Montaggio: Michael Ellis, Armand Psenny
Scenografia: Tony Pratt
Musica: Antoine Duhamel
Costumi: Judy Moorcroft
Interpreti: Romy Schneider, Harvey Keitel, Harry Dean Stanton, Thérèse Liotard, Max von Sydow, Caroline Langrishe, William Russell, Vadim Glowna, Eva Maria Meineke, Bernhard Wicki
Produttore: Elie Kfouri
Produzione: Films A2, Selta Films, Little Bear, Antenne 2, Sara Film, Gaumont, Tv 13

 

SINOSSI

Per il piacere di sperimentare, Roddy, che lavora per un canale televisivo, ha accettato di farsi impiantare in un occhio una
telecamera. Il suo amico e capo Vincent ha deciso di utilizzarlo nel suo nuovo programma “La morte in diretta”. I due, nascosti nello
studio di un medico complice dietro ad un finto specchio, possono così spiare e riprendere Katherine, cui viene comunicata dal
dottore una malattia terminale. Vincent la contatta proponendole di farsi filmare dietro lauto compenso fino alla fine dei suoi giorni, ma la donna dopo un breve periodo di riflessione, condiviso con il secondo marito, fa solo finta di accettare la proposta e prova a far perdere le sue tracce. Roddy però riesce a ritrovarla in una chiesa, rifugio di senza tetto…

 

NOTA CRITICA

“(…) Questa negazione della visibilità totale del mondo, per riaffermare la difficoltà nel tracciarne l’architettura definitiva, è contigua a tutta una serie di ambiguità e di modificazioni o capovolgimenti di senso, che rinviano, in modo crescente e progressivo per tutta la durata della pellicola, alla costitutiva problematicità, doppiezza e inafferrabilità del reale, di cui forse solo il cinema appare in grado di rendere la complessità. (…)” (Gian Giacomo Petrone, www.orizzontidigloria.com)
“(…) A differenza dei suoi contemporanei, Tavernier è molto interessato alla moralità della rappresentazione di certi gesti o
immagini. Una telecamera non può dare una “condotta sicura”, richiede responsabilità. Un regista non è mai sufficientemente all’erta (…)” (Carlos James Chamberlin, senseofcinema.com)

 

FESTIVAL

1980 Berlinale – Concorso 
1980 Chicago IFF – Concorso 
1981 César: candidato come Miglior Sceneggiatura, Fotografia, Montaggio, Musica, Suono