NON SO PERCHÉ TI ODIO

Italia 2014 – colore – 56’

 

Regia: Filippo Soldi

Sceneggiatura: Filippo Soldi

Cinematografia: Giuseppe Pignone, Alberto Iannuzzi

Montaggio: Maria Fantastica Valmori

Musica: Koiko: Marco Cerri Ciommei (sax), Matteo Marcucci (chitarra), Federico Leo (batteria)

Con: Luca Zanchi, Guido Allegrezza, Ercole Ipocoana, Gianfranco Amato, Giordano Terribili, Filippo Savarese, Davide Ercolani, Maria Cristina D’Avino, Martina Colomasi, Francesco Santarelli, Mirko Antidormi, Alessio Costantini, Dario Accolla, Tiziano Spezzacatena eTeresa Manes, Pietro Invernizzi, Antonella Montano, Fabio Giuffrè, Maria Laura Annibali

Produttore: Mario Mazzarotto, Emanuele Nespeca

Produzione: Movimento Film

 

 

SINOSSI

Da secoli l’omosessualità è oggetto di riprovazione e di condanna. Talvolta succede di cogliere una venatura di fastidio anche nelle parole di chi, apertamente, nega di nutrire sentimenti negativi verso di essa. Ma perché? Che cosa offende così tanto nel comportamento omosessuale? Non so perché ti odio pone questa domanda a persone che hanno subito aggressioni omofobiche, persone che le hanno compiute e persone che rappresentano quei movimenti che, negli ultimi tempi, hanno preso posizioni nettamente contrarie alle istanze del mondo LGBT. Ho incontrato un uomo che è stato condannato per l’omicidio di un omosessuale, il presidente di “Giuristi per la Vita”, il portavoce di “La Manif pour Tous”, il rappresentante nazionale di “Le sentinelle in piedi”, i portavoce di “Forza Nuova”. E, in mezzo, ho raccolto le testimonianze di chi ha subito aggressioni violente…

 

 

NOTA DI REGIA

“Una ricerca su un concetto, su un sentimento. Lo confesso: all’inizio non sapevo che immagine dare a questa mia ricerca. Poi, un giorno, in una galleria d’arte ho visto una fotografia di Zoe Leonard. Un tronco ingabbiato in una struttura di ferro. Un’immagine che, ai miei occhi, raccontava perfettamente l’adolescenza di chi lotta con il proprio orientamento. Poi ho visto altre immagini: le luci di James Welling, quelle luminescenze improvvise che squarciano il buio. E dalla visione delle immagini di quelle luci, così simmetriche, fredde e pure, dall’immagine di quel tronco ingabbiato è nata la forma di Non so perché ti odio.”

 

 

FESTIVAL

2014 Fest. Int. del Film, Roma – Wired Next Cinema