PAOLO PERRONE 

Sindaco di Lecce

 

Oramai è diventato un piacevole appuntamento annuale, atteso da me e da quanti amano il cinema autentico, quello che non asseconda canoni commerciali, che spesso fa fatica a trovare casa nei tradizionali circuiti cinematografici, ma che preferisce – a buona ragione – puntare con decisione sulla qualità. Una scelta azzeccata suffragata dal grande successo di critica e di pubblico registrati negli anni passati. Per questo sono onorato di presiedere – ancora una volta – come Sindaco della città che lo ospita, il Festival del Cinema Europeo. Lecce è una città di cultura, simbolo di un territorio che continua a crescere grazie alla creatività della sua gente e al fermento “alimentato” da numerosissime associazioni. E il cinema è un’espressione fondamentale della cultura. In quel delizioso mosaico di piccoli e grandi eventi che hanno reso Lecce negli ultimi anni uno dei più ambiti ed apprezzati palcoscenici italiani di cultura e di spettacolo, il Festival rappresenta certamente una della tessere più importanti. Peraltro, pur in assenza di contributi significativi diversi da quelli ottenuti dal Comune di Lecce, questa rassegna ha avuto il merito di collocare la nostra città tra le capitali del cinema internazionale avviando un percorso virtuoso che cresce e si consolida con il passare degli anni.
Il Festival del Cinema europeo si è trasformato sempre più in una vera e propria vetrina dei giovani registi e “trampolino di lancio” di espressioni cinematografiche europee che hanno difficoltà di accesso al mercato. Un motivo di gioia e di orgoglio nello stesso tempo. Sono particolarmente lieto, infine, che l’edizione di quest’anno sia stata dedicata a Morando Morandini, membro del Comitato dei Garanti del Festival fin dalla sua nascita, un impeccabile professionista, rimasto accanto a questa splendida creatura sin dai primi vagiti. Ringrazio, come al solito, gli organizzatori Alberto La Monica e Cristina Soldano per la loro intuizione e per l’impegno e la passione che ci mettono ogni anno. Sono riusciti a creare un legame forte e inscindibile tra il Festival e questa terra, avvicinando Lecce all’Europa. Un aspetto che in un momento delicato attraversato dal Vecchio Continente assume un significato profondo.

 


LOREDANA CAPONE

Assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia

 

Diciassette anni per il Festival del Cinema Europeo. Un compleanno importante per un contenitore straordinario che ha saputo guardare lontano e, oggi, ha vinto la sua scommessa, che non è la scommessa del singolo imprenditore visionario ma di un’intera comunità, di un territorio. Perché forse diciassette anni fa, a Lecce, poteva sembrare una cosa da folli guardare un film in un’altra lingua, un film polacco, francese, tedesco, spagnolo, danese, un film che non avrebbe mai potuto seguire le logiche della grande distribuzione ma piuttosto la ‘pancia’ dell’indipendente, con tempi e scene più dilatate, dialoghi più difficili da ‘masticare’, eppure, questa follia ci ha permesso di spiare abitudini e culture differenti, viaggiare per luoghi che probabilmente non avremmo mai visitato. Oggi Lecce e tutti noi siamo più ricchi e il Festival del Cinema Europeo è diventato un appuntamento irrinunciabile, per i suoi ospiti illustri, per i focus di approfondimento, per i nostri giovani autori e registi emergenti che, ogni anno, concorrono e proiettano le proprie opere. Una vetrina elegante e accogliente, come la nostra bellissima città barocca, come la Puglia, immersa in una luce e in un’architettura che farebbero commuovere anche il più difficile dei location manager. Insomma che cinema e Puglia fossero un binomio perfetto lo avevamo intuito, in questo senso Apulia Film Commission ha svolto un lavoro eccezionale facendo da ponte tra la nostra regione e importanti produzioni cinematografiche nazionali e internazionali, ma quello che stanno provando a fare realtà come il Festival del Cinema Europeo a Lecce e il Bif&st a Bari è altrettanto straordinario: fare della ‘piattaforma’ Puglia il punto di riferimento per il settore in Italia e in Europa. Ambizioso, folle, ma il coraggio ha già pagato e pagherà anche in futuro se saremo bravi a non sciupare nessuna opportunità. La Regione Puglia ci crede e intende supportare questo percorso di crescita convinta che cinema non sia solo sinonimo di arte e cultura ma anche di inclusione, turismo, sviluppo economico. In bocca al lupo a noi allora e altri cento di questi anni.