Paolo PerroneSindaco di Lecce

 

Sono particolarmente emozionato nel presentare, quest’anno, la diciottesima edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce. Perché questa la sento un po’ come la mia “creatura”, visto che l’ho seguita passo dopo passo sin dall’inizio del mio percorso di amministratore comunale, accompagnandola per mano e sostenendola da quando nel 2007 sono diventato Sindaco.

Come primo cittadino che molto crede e molto ha puntato sulla Cultura – di cui il cinema è espressione fondamentale – come motore propulsore di economia e come ossatura su cui costruire un modello di sviluppo credibile, duraturo, alternativo a quelli, distruttivi, che abbiamo visto all’opera in realtà locali non così lontane da noi. E posso dire con orgoglio di esser stato lungimirante quando qualche anno addietro sottolineai che il Festival sarebbe diventato “la” rassegna prestigiosa del panorama cinematogra co pugliese.

La conferma è nei fatti. Nelle attestazioni di stima e di apprezzamento, glie di un evento che fa della qualità il suo punto di forza. E anche l’edizione numero 18 conferma questo trend. Uno dei protagonisti sarà il grande Totò al quale il Festival ha voluto dedicare un signi cativo omaggio in occasione del cinquantenario dalla sua scomparsa, con l’anteprima mondiale del restauro del lm Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci. La rassegna sarà come di consueto anche l’occasione per conoscere più da vicino alcuni dei più grandi registi del cinema europeo, come Stephen Frears, Nuri Bilge Ceylan e Agnieszka Holland.

Insomma, un evento da non perdere per appassionati e non, capace di promuovere ancora una volta Lecce e il suo splendido territorio che grazie al cinema ha moltiplicato le opportunità, diventando rampa di lancio per registi, cameramen e operatori del settore. Un percorso virtuoso che cresce e si consolida con il passare degli anni. Per tutte queste ragioni non nirò mai di ringraziare gli organizzatori Alberto La Monica e Cristina Soldano per la loro intuizione e per l’impegno e la passione che ci mettono ogni anno.

I am particularly excited to present, this year, the eighteenth edition of the European Film Festival of Lecce. Because I feel as if the festival were partly “mine”, considering how I have been following it step by step ever since the beginning of my work in the city administration, leading it along its growth path and supporting it since when I was elected mayor in 2007.

 

 


 

 

Loredana CaponeAssessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia

 

Un festival si giudica dal suo programma. Dalla sua capacità di fare sintesi del cinema del presente senza dimenticare che il cinema ha un passato. Ma anche dalla sua capacità di mostrare squarci di futuro. Ma questo è un festival, come denuncia il suo titolo, che ha anche una vocazione geogra ca, preziosissima in tempi in cui il concetto stesso di Europa viene messo in crisi. Una crisi che il cinema ha raccontato contribuendo a farci scoprire che c’è un sentimento europeo che va oltre la crisi delle sue istituzioni e che sarà immortale perché a onda le sue radici nella cultura e nell’arte.

I lm in concorso, le sezioni a tema, i numerosi ospiti, le iniziative collaterali, il consolidato rapporto con il Centro Sperimentale di Cinematogra a e con le tante organizzazioni del cinema, dei critici e degli autori, il bellissimo rapporto con la famiglia Verdone, fanno del festival e di Lecce un luogo imprescindibile del cinema italiano ed europeo. Un territorio con una vocazione cinematogra ca così forte non può non avere grandi festival. Ma non vogliamo immaginare un festival come una parentesi bella quanto breve. Il Cinelab, dedicato a Giuseppe Bertolucci, recentemente inaugurato presso il Cineporto di Lecce, è pensato proprio per capitalizzare le enormi energie investite nell’organizzazione di un festival e gestirne la ricaduta sul pubblico e sulla città in un arco temporale più ampio. Il sostegno ai festival, attraverso Apulia Film Commission, è una componente essenziale della politica culturale della Regione Puglia. Ma l’importanza dei festival va oltre la cultura. La loro presenza incide sulla costruzione del racconto dei luoghi, su come essi vengono percepiti e vissuti nel sistema globale delle relazioni. Attraverso i suoi festival la Puglia parla al mondo. Ed è una storia di bellezza quella che vuole raccontare. Non una bellezza da copertina. Una bellezza che a onda le sue radici nel saper fare di un popolo, nella sua mitezza, nella predisposizione all’ascolto e all’accoglienza, nell’amore per la terra che abita e nella capacità di mostrarlo al mondo questo amore attraverso il suo straordinario patrimonio artistico ed ambientale sul quale il cinema ha posato il suo sguardo magico.