SPAGNA

LIVING AND OTHER FICTIONS Vivir y otras fincciones

2016 – DCP – colore – 81’

 

Regia: Jo Sol

Sceneggiatura: Jo Sol

Fotografia: Jordi Sole, Afra Rigamonti

Montaggio: Afra Rigamonti

Suono: Pol Marques

Montaggio del Suono: Crisitan Marin Perez

Musica: Niño de Elche

Interpreti: Pepe Rovira, Antonio Centeno, Arántzazu Ruiz, Ann Perelló, Niño de Elche, “Makoki”, Oriol Roqueta del Rio, Soledad Arnau Ripollés, Ismael Nogales

Produttore Associato: Lluis Minarro

Produzione: Shaktimetta Productions

 

spagna

 

 

 

SINOSSI

Pepe è appena uscito da una clinica psichiatrica, dove era stato mandato dopo essere stato sorpreso a rubare in cerca di lavoro. Il suo bisogno di integrarsi in un mondo insensato si trasforma in un disperato calvario. Antonio, scrittore tetraplegico, denuncia i pregiudizi radicati nella sua cerchia più intima lottando per il diritto ad avere un contatto con il proprio corpo e per liberare la sessualità delle persone con diversità funzionale. Il rapporto tra Antonio e Pepe ci offre una nuova prospettiva sulla nostra stessa vita, e ci invita a guardare a noi stessi come a un’anomalia.

 

 

IL REGISTA: JO SOL

Esordisce come sceneggiatore e regista alla fine degli anni ’80. Si focalizza inizialmente sull’antropologia visiva, con diverse produzioni nel formato libero del video-saggio, affinato tra India, Cuba e Messico. In questo periodo entra in contatto con maestri del cinema sperimentale come George Kuchar, sceneggiatori come Eliseo Altunaga, e figure quali Gabriel Garcia Marquez. Fa ritorno a Barcellona per girare una serie di corti, tra i quali emergono 0.7, Ya!, e il film TV Renda Antiga. Il suo primo lungometraggio di fiction Tatawo (Tattoo Bar) esce nei cinema di Spagna, Corea e USA. Da allora le sue opere (realizzate in collaborazione con Afra Rigamonti, addetto al montaggio e socio, essenziale nello sviluppo della sua filmografia) combinano pratiche sperimentali con documentari dallo spiccato intento sociopolitico.

THE DIRECTOR: JO SOL

He began his work as a writer and filmmaker at the end of the eighties. Initially focused upon visual anthropology, he developed diverse productions in the free format of video essay practiced in India, Cuba, and Mexico. During this period he came into contact with professors of experimental cinema such as George Kuchar, writers like Eliseo Altunaga, and figures as Gabriel Garcia Marquez. He returned to Barcelona to film a series of cinema shorts, of which stands out 0.7, Ya! and TV film Renda Antiga. His first fictional feature-length film Tatawo (Tattoo Bar) was premiered in cinemas across Spain, Korea and USA. From then his works (made in collaboration with Afra Rigamonti, editor and accomplice, necessary to the development of his filmography) have combined experimental practices with feature-length documentaries with a strong sociopolitical agenda.

NOTA DI REGIA

“(…) Per tale motivo, ho deciso di realizzare questa produzione, mettendo da parte la necessità degli espedienti schematici e tecnici propri del cinema. Con il realismo di un documentario, per la presenza di persone che non rientravano nella mia specifica proposta di sceneggiatura ma comprendevano appieno il senso del discorso che avevamo costruito insieme. Questo ci ha permesso di lavorare con la spontaneità di un artigiano, con la forza di un attivista e con una violenza in grado di piegare ogni incertezza. Io difendo i risultati imperfetti del cinema amatoriale (nel senso etimologico di “fatto con amore”) contro l’apparente accuratezza delle opere del cinema generalista. Per me niente è più noioso che applicare una certa formula narrativa per ottenere un risultato prestabilito, non c’è niente di più contrario alla vita che ogni mio film intende sprigionare.”

DIRECTOR’S STATEMENT

“(…) Due to this, I decided to develop this production, leaving aside the necessity of cinema’s methodical and technical devices. With the realism of a documentary represented by people outside the specific circumstances of my script proposal, yet wholly identified with the sense of the speech that we built together. This allowed us to work with the spontaneity of an artisan, with the power of an activist, and with a violence that bends any uncertainty. I vindicate the imperfect result created by amateur cinema (in the etymological sense of being “made with love”) against the apparent neatness of mainstream pieces. I cannot conceive of anything more tedious than applying a narrative formula for an intended result, nothing more contrary to the life I pretend to unleash with every film.”

FILMOGRAFIA

2000 Tatawo (Tattoo Bar)

2005 El Taxista Ful (The taxi thief)

2010 Fake Orgasm (doc)

2013 El Somni (The Dream)

2016 Vivir y otras ficciones (Living and Other Fictions)

PREMI E FESTIVAL/ AWARDS AND FESTIVALS

2016 Cinemed, Montpellier – Concorso Lungometraggi Feature Competition: Antigone d’Oro al Miglior Film Golden Antigone as Best Film, Migliore Musica Best Music Award

2016 Abycine, Albacete – Albycine Indie: Premio della Giuria dei Giovani Abycine Indie’s Young Jury Prize