AUSTRIA

THE MIGRUMPIES Die Migrantigen

2017 – DCP – colore – 98’

 

Regia: Arman T. Riahi

Sceneggiatura: Arman T. Riahi, Aleksandar Petrović, Faris Rahoma

Fotografia: Mario Minichmayr

Montaggio: Arman T. Riahi, Cordula Werner

Scenografia: Martin Reiter

Musica: Karwan Marouf

Costumi: Monika Buttinger

Interpreti: Faris Rahoma, Aleksandar Petrović, Doris Schretzmayer, Zijah A. Sokolović, Daniela Zacherl, Josef Hader, Mehmet Ali Salman, Julia Jelinek, Maddalena Hirschal, Margarethe Tiesel, Dirk Stermann, Rainer Wöss

Produttori: Arash T. Riahi, Karin C. Berger

Produzione: Golden Girls Filmproduktion

 

SINOSSI

Benny e Marko, due ragazzi viennesi con un “background di immigrazione”, si sono completamente integrati nella società, tanto da non essere nemmeno visti come stranieri – se non fosse per i capelli neri di Benny. Contattati dall’ambiziosa regista televisiva Weizenhuber, in cerca di protagonisti per la sua serie di documentari sul quartiere etnicamente misto di Rudolfsgrund, fingono di essere dei gretti criminali nonché scontrosi immigrati dal carattere scaltro e smaliziato. Per evitare che l’inganno venga smascherato, si creano una seconda identità basata su tutta una serie di cliché e pregiudizi. E mentre questi cliché soddisfano le aspettative del pubblico, rendendo lo show un successo, loro hanno contemporaneamente a che fare con vere storie di immigrazione – compresa la propria…

 

NOTA DI REGIA

“I Migrumpies. Un gioco di parole, o uno Schmäh, per usare l’espressione viennese. Benny e Marko, i due protagonisti della nostra storia, non sono veri migranti. A volte sono “grumpy” (scontrosi, irritabili), okay. Ma perché migranti?

A differenza dei loro genitori, entrambi sono austriaci di nascita e viennesi fino al midollo – se solo Benny non avesse quei capelli neri. Benny, l’attore che si rifiuta di interpretare ruoli di immigrati, e Marko, lo jugoslavo mimetizzato che vuole evitare a tutti i costi di tornare da dove è venuto – nelle case popolari.

L’elemento di sorpresa della storia è il fatto che, fra tutti, siano proprio due individui “integrati” a fingere, in tv, di essere dei pericolosi criminali socialmente inaccettabili. D’altro canto, il fatto che siano degli immigrati di seconda generazione a incarnare i cliché e i pregiudizi su di loro serve non solo a far divertire il pubblico, ma anche ad esorcizzarne le paure – di avere pregiudizi, di pensare per cliché, di etichettare le persone. Perché è vero che a volte i turchi sono aggressivi, gli iugoslavi amano portare pantaloni da jogging e agli austriaci piace lamentarsi – ma non sempre. Ma se queste sono le uniche cose che continuiamo a raccontarci, alla fine le facciamo diventare verità assolute. Ed è così che si creano situazioni rischiose…”

 

PREMI E FESTIVAL

2017 Filmfestival Max Ophüls Preis – Concorso di Lungometraggi: Premio del Pubblico 

2017 Kirchliches FF Recklinghausen, Germany

2017 Diagonale – Festival of Austrian Film