UNGHERIA, GERMANIA, CUBA

AZ ÉN XX. SZÁZADOM My 20th Century Il mio XX secolo

1988 – 35mm (restauro 4K) – b/n – 99’

 

Regia: Ildikó Enyedi

Sceneggiatura: Ildikó Enyedi

Fotografia: Tibor Máthé

Montaggio: Maria Rigo’

Scenografia: Zoltan Labas

Musica: Laszlo Vidovszky

Costumi: Ágnes Gyarmathy

Interpreti: Dorotha Segda, Oleg Yankovsky, Paulus Manker, Gábor Máté, Péter Andorai

Produttori: Archy Dolder, Norbert Friedländer, Gábor Hanák, Andrej Schwartz

Produzione: Budapest Filmstudio, Friedlander Film Studio, Hamburger Filmburo

Distribuzione: Istituto Luce Italnoleggio Cinematografico (1990)

 

SINOSSI

Lili e Dora, due gemelle nate a Budapest nel 1880 e separate sin da bambine, si ritrovano la notte di San Silvestro del 1899 sull’Orient Express diretto verso la capitale ungherese. Dora è diventata una squillo di lusso, viaggia in prima classe ed è una donna egocentrica e viziata; Lili invece viaggia in terza classe ed è un’anarchica che combatte maldestramente in clandestinità. Uguali nell’aspetto ma diversissime per convinzioni e stile di vita, l’una ignora la presenza sul treno dell’altra, ma entrambe incarnano le contraddizioni che l’arrivo del nuovo secolo farà ben presto esplodere.

 

NOTA CRITICA

“Concepito come un estroso omaggio al cinema muto, Il mio XX secolo è conseguentemente dedicato alla luce, quella artificiale, beninteso, alla quale, per inciso, sono state girate tutte le sequenze, tranne una, ma anche “alla luce divina, dello spirito e dell’amore, che mette l’Uomo nella condizione di essere un Prometeo moderno”. L’Edison interpretato da bravissimo Péter Andorai rappresenta in questo senso uno degli ultimi campioni possibili di personalità “totale”, destinata a perdersi in un Novecento “informatico” simboleggiato dal cane pavloviano. La stessa duplice natura delle gemelle (una debole fuori e dura dentro, l’altra viceversa) è esemplificativa della schizofrenia a venire. Costruito in maniera molto libera, tra la favola e il racconto d’avventure intercontinentale modello Jules Verne, la commedia screziata d’ironia e l’apologo “al femminile”. (Paolo Vecchi, Cineforum n. 285, giugno 1989)

 

PREMI

1989 Festival di Cannes: Camera d’Or per la Migliore Opera Prima

1989 Edinburgh FF: Premio Speciale

1989 Las Vegas FF: Premio Speciale, Premio Miglior Autore

1989 Settimana del Cinema Ungherese: Miglior Regia

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