6 aprile | Cinelab – Cineporto di Lecce 

Evento di preapertura con il classico del muto Il Golem – Come venne al mondo (1920, 76’) di Paul Wegener, versione restaurata a cura di Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung e Cinémathèque Royale de Belgique (Cinematek). ll Golem sarà proiettato in una nuova copia digitale tratta dal negativo originale ritenuto perduto, con un restauro in 4K a cura della Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung di Wiesbaden (Germania) e della Cinémathèque Royale de Belgique (Cinematek) di Bruxelles. Il restauro digitale è stato eseguito dall’Immagine Ritrovata di Bologna. La proiezione del film, che ha aperto la scorsa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sarà sonorizzata con la musica originale del maestro Admir Shkurtaj, commissionata ad hoc dalla Biennale, eseguita dal vivo dal Mesimèr Ensemble così composto:

  • Hersjana Matmuja (soprano)
  • Giorgio Distante (tromba in sib, tromba midi)
  • Pino Basile (cupafon – set di tamburi a frizione, percussioni, ocarina)
  • Vanessa Sotgiù (sintetizzatore, pianoforte)
  • Iacopo Conoci (violoncello)
  • Admir Shkurtaj (direzione, elettronica, fisarmonica, pianoforte)

 

43189-der_golem__wie_er_in_die_welt_kam_-_paul_wegener__film_still___2_

 

GERMANIA

DER GOLEM, WIE ER IN DIE WELT KAM The Golem: How He Came Into the World

Il Golem – Come venne al mondo

1920 – DCP – b/n – 76’

 

Regia: Paul Wegener

Sceneggiatura: Paul Wegener

Fotografia: Karl Freund

Scenografia: Hans Poelzig

Costumi: Rochus Gliese

Interpreti: Paul Wegener, Albert Steinrück, Lyda Salmonova, Ernst Deutsch, Hans Stürm, Max Kronert, Otto Gebühr, Lothar Müthel

Funded by: Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien, Verwertungsgesellschaft für Nutzungsrechte anFilmwerken mbh, Murnau Förderverein

 

SINOSSI

Praga, XVI secolo. L’imperatore vuole espellere la popolazione ebrea dalla città. Per salvare gli abitanti del ghetto ebraico dal disastro imminente, il rabbino Löw crea una leggendaria statua d’argilla chiamata Golem, e la anima attraverso l’uso della magia nera. In un susseguirsi di eventi, il Golem finisce per salvare la vita all’imperatore, che, mosso dalla gratitudine, revoca l’ordine di espulsione. Ma per una serie di sfortunate circostanze, il Golem si rivolta contro il suo creatore e impazzisce, scatenando una furia distruttiva. L’unica in grado di fermarlo è una ragazzina.

 

BACKGROUND

Der Golem, Wie er in Die Welt Kamè il terzo adattamento cinematografico, a opera di Paul Wegener, della leggenda ebraica. Ha rappresentato una delle produzioni di film muti tedeschi di maggiore successo, sul piano sia artistico che economico, con un’eccezionale scenografia espressionista che non perso nulla della sua potenza suggestiva. Le costruzioni ideate da Hans Poelzig rivoluzionarono l’ambito della scenografia cinematografica. Ancora oggi, il film è considerato una fonte d’ispirazione e un punto di riferimento per il genere horror.

 

RESTAURO

Il restauro digitale del 2018 in 4K è stato effettuato a partire dal negativo del girato principale conservato presso la Cinematek (RoyalFilm Archive of Belgium). Nel 1921 il negativo è stato pesantemente alterato e sottoposto a tagli per la distribuzione americana.L’opera di digitalizzazione intende restaurare il negativo originale in maniera quanto più possibile simile alla versione tedesca precedentemente perduta. Le parti mancanti sono state ricavate da un duplicato della stampa di distribuzione americana conservato presso il George Eastman Museum e da una copia custodita presso la Cinémathèque française ottenuta dai negativi delle partitagliate. La maggior parte delle didascalie è rimasta intatta nei negativi principali. I titoli aggiuntivi provengono dal Gosfilmofond of Russia, e il titolo principale dal Museum of Modern Art. il recupero del colore si è basato su una storica copia destinata alla distribuzione italiana conservata presso la Fondazione Cineteca Italiana.

 

SONORIZZAZIONE

La proiezione del film, sarà sonorizzata con la musica originale del maestro Admir Shkurtaj, commissionata dalla Biennale di Venezia, eseguita dal vivo dal Mesimèr Ensemble così composto: Hersjana Matmuja (soprano), Giorgio Distante (tromba in sib,tromba midi), Pino Basile (cupafon – set di tamburi a frizione, percussioni, ocarina), Vanessa Sotgiù (sintetizzatore, pianoforte),Iacopo Conoci (violoncello), Admir Shkurtaj (direzione, elettronica, fisarmonica, pianoforte).