Sarà Stefania Sandrelli a inaugurare la XX edizione del Festival del Cinema Europeo, la sera di lunedì 8 aprile presso il Multisala Massimo. Un omaggio alla grande diva e Signora del nostro cinema che nella sua lunga carriera ha lavorato e lavora con i più importanti registi, contribuendo con un suo particolare stile recitativo ad arricchire le pellicole di cui è interprete. I film in rassegna: Divorzio all’italiana di Pietro Germi (1961), La bella di Lodi di Mario Missiroli (1963), Sedotta e abbandonata di Pietro Germi (1964), Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli (1965), Il conformista di Bernardo Bertolucci (1970), C’eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974), La chiave di Tinto Brass (1983), Evelina e i suoi figli di Livia Giampalmo (1990), Te lo leggo negli occhi di Valia Santella (2004) e La prima cosa bella di Paolo Virzì (2009).

 


 

Alla Sandrelli, oltre alla retrospettiva, sarà dedicata una Mostra fotografica dal titolo “STEFANIA SANDRELLI, ICÔNE DU CINÉMA ITALIEN”, con le immagini dell’archivio del Centro Cinema Città di Cesena e curata da Antonio Maraldi, che ripercorre la sua storia artistica, riproponendola nei suoi ruoli più rilevanti ed espressivi, nelle sue interpretazione da protagonista, nelle collaborazioni con registi famosi negli oltre 100 film interpretati, molti dei quali rimasti nella storia del cinema italiano. Una carriera iniziata da giovanissima, poco dopo la metà del secolo scorso, che prosegue ancora oggi nel cinema, in TV e a teatro – dove ha debuttato negli anni ‘90 con Le faremo tanto male, regia di Pino Quartullo -, e una prima esperienza dietro la macchina da presa nel 2010 con Christine Cristina, biografia della poetessa Cristina da Pizzano la consacrano una delle artiste più complete del panorama italiano. Tra i riconoscimenti ricevuti ricordiamo alcuni David di Donatello e Nastri d’Argento entrambi anche alla carriera e il Leone d’Oro alla carriera nel 2005 alla 62ª Mostra internazionale dell’arte cinematografica di Venezia.

 


 

STEFANIA SANDRELLI

Nasce a Viareggio e fin da piccola dimostra un notevole talento artistico: il sogno principale sembra quello della danza, forse ispirata dal fratello maggiore Sergio che sarà destinato a una carriera da musicista. A prevalere, però, è l’altra grande passione, il cinema, che già l’aveva portata durante la prima adolescenza a girare dei filmini in Super 8, diretta sempre dal fratello. Le porte di Cinecittà si spalancano dopo la vittoria di un concorso di bellezza: Pietro Germi la nota su una copertina e la convoca per un provino. Il debutto però avviene in Gioventù di notte, di Mario Sequi, cui segue Il federale, di Luciano Salce, entrambi del 1961. Germi, infatti aveva atteso due mesi prima di decidersi, ma il suo Divorzio all’italiana si dimostra comunque fondamentale per assicurarle la consacrazione. Di lui infatti dirà: “È stato Germi a radicare la mia passione per il mestiere d’attrice: io ero una bambina innamorata dello spettacolo, dei sogni del cinema e lui mi aiutò a esprimermi”. Diventata una star a nemmeno vent’anni, risalta come uno dei volti nuovi della commedia all’italiana, accanto a mostri sacri come Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni. L’aria ingenua e la bellezza mediterranea creano un irresistibile connubio di freschezza e sensualità, che la rendono interprete ideale per la naturalezza con cui abita i suoi personaggi. Dietro l’aria da ragazzina c’è però la tenacia di una donna dal carattere forte e animata sempre da grande curiosità. Inizia così una serie di collaborazioni con i maggiori nomi dell’epoca: nel 1964 La bella di Lodi, tratto da Arbasino, la vede protagonista e l’anno dopo lavora ancora con Germi in Sedotta e abbandonata, poi con Antonio Pietrangeli in Io la conoscevo bene e con Carlo Lizzani in L’amante di Gramigna. Arrivano pure le prime esperienze internazionali, con Lo sciacallo, di Jean – Pierre Melville e Un avventuriero a Tahiti, di Jean Becker. Gli anni Settanta consolidano la sua reputazione e si aprono nel segno di Bernardo Bertolucci e del suo Il conformista, ma non mancano anche le incursioni nei generi, con La tarantola dal ventre nero di Paolo Cavara e Il diavolo nel cervello di Sergio Sollima. Fra le varie collaborazioni, a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano è però quella con Ettore Scola, che la chiama nel 1974 per il capolavoro C’eravamo tanto amati (con cui vince la Grolla d’Oro) e poi ancora nel 1980 per La terrazza. A dispetto del tono agrodolce delle commedie, il lavoro sul set è caratterizzato da grande affiatamento e divertimento (“Scola era superironico, simpaticissimo”). Il passaggio agli anni Ottanta, che coi loro nuovi canoni rischiano di far segnare il passo a una carriera altrimenti irresistibile, la vede reagire ancora una volta con carattere e personalità, giocando bene le proprie carte. Il rilancio avviene così con La chiave di Tinto Brass, nel 1983, in cui rinnova la sua natura di icona sensuale e spontanea giocando con la propria fisicità. I riconoscimenti ufficiali non a caso iniziano a moltiplicarsi: nel 1980 il Nastro d’Argento per il già citato La terrazza, nel 1987 il Globo d’Oro per La famiglia, nel 1989, il David di Donatello, il Ciak d’Oro e il Nastro d’Argento per Mignon è partita, nel 1990 il Sacher d’Oro per Evelina e i suoi figli. Nel frattempo è iniziata anche una nuova carriera televisiva, che la vede collaborare con Giovanni Soldati, Vittorio Sindoni, Mario Monicelli e poi, lungo gli anni Novanta, con Lamberto Bava, Cinzia TH Torrini, fino al celeberrimo Maresciallo Rocca al fianco di Gigi Proietti. Il tutto affiancato da nuove e fortunate incursioni cinematografiche, accanto a registi come Bigas Luna (Prosciutto prosciutto), Francesca Archibugi (Con gli occhi chiusi) e ancora Bertolucci (Io ballo da sola) e Scola (La cena). Il nuovo secolo è fonte di nuovi traguardi e ruoli memorabili: nel 2001 vince il David di Donatello per L’ultimo bacio di Gabriele Muccino e fa il bis l’anno dopo per Figli di Marco Bechis. Conquista ancora la critica nel 2004 con Te lo leggo negli occhi, di Valia Santella. Nel 2005 è Leone d’Oro alla carriera alla Mostra di Venezia e, l’anno dopo, premio d’onore ai Nastri d’Argento. Il decennio si conclude con il ruolo in parte autobiografico della donna che aveva inseguito il successo dopo un concorso di bellezza di La prima cosa bella, diretto da Paolo Virzì, con cui vince un altro Nastro d’Argento. C’è tempo anche per il debutto alla regia, con Christine Cristina, dello stesso anno, simbolo di un talento che non si arrende di fronte alle sfide e continua a frequentare i vari ambiti dello spettacolo sempre con il cando re dell’esordiente e la tenacia dell’interprete che ha attraversato indenne sei decenni di grande cinema italiano.

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C’ERAVAMO TANTO AMATI

Ettore Scola 1974 – 35mm – b/n e colore - 125’

Gianni, Nicola e Antonio, dopo aver militato nelle fila partigiane e avere maturato insieme ferventi ideali, “scoppiata” la pace, si disperdono:...

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DIVORZIO ALL’ITALIANA

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Sicilia. Il Barone Ferdinando Cefalù detto Fefè si innamora, ricambiato, della sua attraente e giovanissima cugina Angela. L'uomo, però, è sposato...

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EVELINA E I SUOI FIGLI

Livia Giampalmo 1990 – 35mm – colore - 80'

Separata dal marito Vittorio, Evelina è una quarantenne di buon carattere, che mantiene i due figli Giulio e Carlo scrivendo fiabe...

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IL CONFORMISTA

Bernardo Bertolucci 1970 – 35mm – colore - 113’

1938. Marcello Clerici ha ucciso a 11 anni un uomo che voleva abusare di lui, e si è poi avvicinato alla...

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IO LA CONOSCEVO BENE

Antonio Pietrangeli 1965 – 35mm – b/n - 115’

Adriana, ragazza di umili origini, attraente ma ingenua, abbandona la natia Pistoia per trasferirsi a Roma, in cerca di fortuna. Passa...

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LA BELLA DI LODI

Mario Missiroli 1963 – 35mm – B/N - 80'

Roberta, giovane e bella proprietaria terriera lombarda, conosce Franco, un meccanico squattrinato e opportunista, su una spiaggia della Versilia. Subito attratti...

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LA CHIAVE

Tinto Brass 1983 – 35mm – colore - 116’

Venezia, vigilia della Seconda Guerra Mondiale. L'anziano professore Nino Rolfe, direttore della Biennale d'Arte, incapace di stabilire un legame autentico con...

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LA PRIMA COSA BELLA

Paolo Virzì 2010 – 35mm – colore - 122’

1971. Anna Nigiotti, viene nominata la mamma più bella nel più noto stabilimento balneare livornese, suscitando così le attenzioni maliziose della...

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SEDOTTA E ABBANDONATA

Pietro Germi 1964 – 35mm – b/n - 118’

La giovane Agnese viene sedotta da Peppino, promesso sposo di sua sorella maggiore Matilda. Nonostante i tentativi di tenere tutto nascosto,...

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TE LO LEGGO NEGLI OCCHI

Valia Santella 2004 – 35mm – colore - 82

La storia di tre donne, tre generazioni che si allontanano e si riavvicinano, divise fra Roma e Napoli. Donna vulcanica e...

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