L’omaggio, curato da Massimo Causo, ripercorre momenti salienti dell’opera del regista – insignito di numerosi premi in festival internazionali come Berlino, Cannes, Locarno, Mosca, Toronto, Venezia –  proponendo la retrospettiva di alcuni dei suoi film più rappresentativi realizzati dalla seconda metà degli anni ’90 a oggi tra cui  l’intera tetralogia del potere Toro,Moloch, Il Sole e Faust  (Leone d’Oro a Venezia 68, nel 2011).

In anteprima italiana sarà presentato anche A Russian Youth di Alexandr Zolotukhin, ex allievo di Sokurov che ne ha firmato la produzione creativa, presentato al Forum della scorsa Berlinale. Per l’occasione, a Lecce, sarà presente Eduard Pichugin direttore generale di Lenfilm Studio.

 L’11 aprile il Festival del Cinema Europeo dedica un’intera giornata a Sokurov, con una master class – moderata da Massimo Causo con Aliona Schumakova – che si terrà in mattinata al MUST, Museo Storico della Città di Lecce.

In serata, all’autore sarà consegnato l’Ulivo d’Oro alla Carriera al Multisala Massimo, al termine di un incontro col pubblico condotto da Marco Müller. A seguire sarà proiettato Russian Ark (Arca Russa), scelto dallo stesso Sokurov e pellicola a lui molto cara, che in uno straordinario e unico piano sequenza racconta 300 anni di storia russa attraversando i saloni dell’ Hermitage di San Pietroburgo.

 

I titoli della retrospettivaFrancofonia – Il Louvre sotto occupazione (Francia, Germania, Olanda, 2015); Faust (Russia, 2011); Alexandra (Russia, Francia, 2007); Il sole (Russia, Italia, Svizzera, Francia, 2005); Padre e figlio (Russia, Germania, Italia, Olanda, 2003); Toro (Russia, 2001); Moloch (Russia, Germania, Giappone, Italia, Francia, 1999); Madre e figlio (Russia, Germania, 1997); A Russian Youth di Alexandr Zolotukhin, produttore creativo Alexandr Sokurov (Germania, 2019).

 

ALEKSANDR SOKUROV

Autore di un cinema che coniuga un senso classico e profondo della spiritualità umana e una visione del mondo sospesa tra la concretezza della Storia e le ragioni degli esistenti, Aleksandr Sokurov ha affrontato il dialogo tra l’individuo, le sue torsioni psicologiche e la sua caducità esistenziale e storica, affidandosi a un approccio eminentemente visivo e sensuale. Attraversando la cultura russa dalla fase finale del periodo sovietico sino ad oggi, ha utilizzato in una maniera marcatamente personale le forme del cinema documentario e di finzione per elaborare la sua riflessione sul rapporto tra il Tempo e l’Uomo. Nato a Podorvicha, un villaggio della Siberia sudorientale, il 14 giugno del 1951, figlio di un ufficiale reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, trascorre gli anni della formazione in continui spostamenti al seguito dei genitori. La sua indole lo porta a interessi artistici (musica, letteratura, arti visive, cinema), sicché, dopo essersi laureato in Storia all’Università di Gorkij, si iscrive nel 1975 al VGIK, la prestigiosa accademia statale di cinema di Mosca. Riceve la borsa di studio intitolata a Eisenstein, ma il suo sguardo personalissimo e non allineato con le direttive ideologiche del partito determina l’accusa di formalismo e di propugnare una visione antisovietica. Si diploma tra grosse difficoltà nel 1979: il suo film di fine studi, La voce solitaria dell’uomo (Odinokiy golos cheloveka), basato su racconti di Platonov, è rigettato dalla direzione e si diploma con il cortometraggio Maria (Mariya), che però sarà visibile solo nel 1988 col titolo Elegia contadina , prima di una lunga serie di Elegie realizzate nel corso di vent’anni e dedicate a una rilettura documentaria e spirituale della storia russa.È nel difficile periodo al VGIK che viene notato da Andrej Tarkovskij, che lo spinge ad andare a Leningrado, dove, grazie alla sua raccomandazione, nel 1980 viene assunto alla Lenfilm e alla Lendoc. Sono anni di grande attività, durante i quali realizza lungometraggi di finzione e documentari, tutti puntualmente bloccati dalla censura. Perché il suo cinema veda la luce, dovrà aspettare il 1987, anno in cui Elem Klimov, nominato segretario della rinnovata Unione dei Cineasti in clima di Perestrojka, lo ammette tra gli iscritti e libera formalmente i suoi film. Una dolorosa indifferenza (Skorbnoye beschuvstviye), girato nell’83 e basato su Casa cuorinfranto di George Bernard Shaw, viene presentato nell’87 al Festival di Berlino e La voce solitaria dell’uomo vince il Pardo di Bronzo al Festival di Locarno dello stesso anno e viene distribuito in sala. Nel 1988 realizza I giorni dell’eclisse (Dni zatmeniya), in cui la dimensione soggettiva di un giovane medico in trasferta in un paese dell’Asia Centrale si sposa a elaborate tecniche fotografiche. L’anno successivo si ispira invece alla Madame Bovary di Flaubert per Salva e custodisci (Spasi i sokhrani). Nel 1990 inaugura la trilogia della morte con Il secondo cerchio (Krug vtoroy,1990), ritratto di un giovane alle prese con il funerale del padre, cui seguono il cechoviano Pietra (Kamen, 1992) e il dostoevskijano Pagine sommerse (Tikhie stranitsy, 1993). Una riflessione sull’essenza del tempo nella sfera dei rapporti parentali è al centro di Madre e figlio (Mat i syn, 1996), in cui il legame tra una anziana donna e il giovane figlio è trasfigurato in una visione anamorfica della loro realtà. Padre e figlio (Otets i syn, 2003) indaga invece il legame simbiotico che unisce un ufficiale al suo unico figlio, mentre in Alexandra (2007) una anziana nonna fa visita al nipote nella polvere del fronte ceceno. A questi temi, si intreccia intanto la trilogia del potere, in cui ritrae tre dittatori nei momenti terminali del loro dominio: in Moloch (1999) osserva la vita privata di Hitler, in Toro (Telets, 2000), si sofferma sugli anni della decadenza di Lenin, e in Il sole (Solntse, 2004) racconta la deposizione di Hirohito. Spinto in una ricerca formale che indaga in profondità il rapporto espressivo tra Cinema e Realtà, nel 2002 affronta la meravigliosa sfida di Arca russa (Russkiy kovcheg), in cui, cercando il dialogo tra Arte e Storia, attraversacon un lungo piano sequenza i saloni dell’Ermitage di San Pietroburgo. Prolunga poi idealmente in una tetralogia la sua analisi del potere, realizzando nel 2011 Faust, in cui il personaggio goethiano si offre a una summa della sua riflessione cinematografica. Così come il successivo Francofonia (2015), girato nei saloni del Louvre e ambientato alla fine dell’occupazione nazista, definisce una volta di più il rapporto tra Arte,Storia.

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A RUSSIAN YOUTH

Alexander Zolotukhin 2019 – DCP – colore - 72’

Il film racconta la storia di un semplice ragazzo di un villaggio che arriva sul fronte della Prima Guerra Mondiale con...

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ALEXANDRA

Aleksandr Sokurov 2007 – 35mm – colore - 92’

Repubblica Cecena, 2007. Un accampamento dell'esercito russo. Aleksandra Nikolaevna è una nonna giunta per fare visita a suo nipote, uno dei...

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ARCA RUSSA

Aleksandr Sokurov 2002 – 35mm – colore - 99’

Invisibile a quello che lo circondano, un regista contemporaneo si ritrova come per magia nel museo dell'Hermitage a San Pietroburgo all'inizio...

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FAUST

Aleksandr Sokurov 2011 – 35mm – colore - 137’

Ispirandosi liberamente alla storia di Goethe, Aleksandr Sokurov ne reinterpreta radicalmente il mito. Faust è un filosofo, un ribelle e un...

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FRANCOFONIA

Aleksandr Sokurov 2015 – DCP – colore e b/n - 87’

Francofonia è la storia di due uomini eccezionali: il direttore del Louvre Jacques Jaujard e l’ufficiale dell’occupazione nazista il conte Franziskus...

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IL SOLE

Aleksandr Sokurov 2005 – 35mm – colore - 110’

Estate 1945: il Giappone è occupato. L'imperatore Hiro Hito è al centro della trama. Il sole traccia gli avvenimenti accaduti tra...

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MADRE E FIGLIO

Aleksandr Sokurov 1996 – 35mm – colore - 67'

La madre è gravemente ammalata, debilitata nel fisico, priva di ogni energia. Il figlio la cura amorevolmente, la nutre, la fa...

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MOLOCH

Aleksandr Sokurov 1999 – 35mm – colore - 107'

Alpi bavaresi, primavera 1942. In un castello isolato in cima ad una collina avvolta nelle nebbie Adolf Hitler raggiunge la sua...

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PADRE E FIGLIO

Aleksandr Sokurov 2003 – 35mm – colore - 94’

Padre e figlio dividono un appartamento sui tetti. Da molto tempo vivono da soli, in un mondo a parte, pieno di...

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TAURUS

Aleksandr Sokurov 2000 – 35mm – colore - 94’

Lenin, un uomo che ha cambiato il corso della storia e ha sconvolto il mondo sta per morire, contornato da gente...

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