SERBIA, SLOVENIA, CROAZIA, BOSNIA ED ERZEGOVINA

STITCHES Savovi

2019 – DCP – colore – 97’

 

Regia: Miroslav Terzić

Sceneggiatura: Elma Tataragić

Fotografia: Damjan Radovanović SAS

Montaggio: Milena Z. Petrović

Scenografia: Ana Buljan

Musica: Aleksandra Kovac

Costumi: Zora Mojsilović

Interpreti: Snezana Bogdanovic, Marko Bacovic, Jovana Stojiljkovic, Vesna Trivalic, Dragana Varagic, Pavle Cemerikic

Produttori: Uliks Fe hmiu, Milena Trobozić Garfield in coproduzione con Darko Vinkl, Alen Vitezić, Zdenka Gold, Amra Baksić Camo, Adis Ðapo

Produzione: West End Productions in coproduzione con Nora Production Group, Spiritus Movens, SCCA/Pro.Ba

World Sales: Cercamon

 

SINOSSI

Ispirato a fatti veri, Stitches è ambientato a Belgrado ai nostri giorni. Sono trascorsi 18 anni da quando la protagonista, una giovane sarta, era stata freddamente informata della morte improvvisa del figlio appena nato. La donna è ancora convinta che il bambino, in realtà, le sia stato portato via. Bollata dagli altri come paranoica, ma con la determinazione tipica di una madre, raccoglie tutte le sue forze per l’ultima battaglia contro la polizia, la burocrazia ospedaliera e la sua stessa famiglia, alla ricerca della verità.

 

IL REGISTA: MIROSLAV TERZIĆ

Nato l’8 febbraio 1969 a Belgrado, si laurea in Diritto Internazionale presso l’università della capitale serba, per poi intraprendere studi post-laurea alla Facoltà di Arti Drammatiche della stessa Università di Belgrado. Il suo primo lungometraggio Redemption Street (2012) è stato presentato in anteprima al Sarajevo Film Festival, dove è valso a Uliks Fehmiu il premio “Heart of Sarajevo” come Miglior Attore; è stato inoltre premiato come Miglior Opera Prima al Festival di Cottbus.

 

NOTA DI REGIA

“(…) Nessuno di quei casi è mai stato risolto. Si erano verificati per la maggior parte tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90, all’alba del conflitto che ha lacerato la Jugoslavia. Questi fatti mi sono sembrati la prova definitiva di un decadimento umano e morale dal quale non ci siamo ancora ripresi. Qualche anno fa ho conosciuto Drinka Radonjic, la sarta di mia zia. Era convinta di aver ritrovato il figlio a vent’anni dalla sua scomparsa, e aveva portato il caso in tribunale. Sono andata a intervistarla in una sartoria nel centro di Belgrado. Era una donna decisa, coraggiosa e umile. Drinka aveva trovato suo figlio, ma lui non voleva incontrarla, perché gli era stato detto che la madre l’aveva abbandonato dopo la nascita. Drinka non aveva un avvocato e doveva difendersi da sola in tribunale. Ci sono oltre 500 famiglie alla ricerca di un figlio scomparso. 500 diverse storie e altrettante voci inascoltate. Ho deciso di raccontare una di queste storie.”

 

FILMOGRAFIA

2012 Ustanicka ulica (Redemption Street)

2019 Savovi (Stitches)

 

PREMI E FESTIVAL

2019 Berlinale – Panorama