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19° Edizione 2018

19° Edizione 2018

19° Edizione 2018

Lecce | 9 - 14 Aprile 2018

Programma

Concorso lungometraggi europei Ulivo d’Oro Premio Cristina Soldano

I Protagonisti del Cinema Europeo | Ildikó Enyedi | Michael Winterbottom

I Protagonisti del Cinema Italiano | Kim Rossi Stuart | Jasmine Trinca

IX edizione Premio Mario Verdone

VI edizione Premio Emidio Greco

Film d’apertura | Rudy Valentino di Nico Cirasola

Eventi speciali in anteprima

Respiri di Alfredo Fiorillo | Broken di Edmond Budina

Omaggio al Sessantotto | Cinque film scelti da Luciana Castellina e Carlo Verdone

Ildikó Enyedi, Michael Winterbottom insieme a Kim Rossi Stuart e Jasmine Trinca sono i protagonisti della XIX edizione del Festival del Cinema Europeo, in programma a Lecce dal 9 al 14 aprile 2018 presso il Multisala Massimo.

Il Festival, diretto da Alberto La Monica, quest’anno è dedicato a Cristina Soldano, direttrice artistica sin dalla prima edizione, la cui passione, professionalità e dedizione sono state impulso vitale per la manifestazione tutta.

In sua memoria, il premio più importante, l’Ulivo d’Orosi intitolerà da quest’anno Premio Cristina Soldano al Miglior Film.

La XIX edizione del Festival apre con l’anteprima del nuovo film di Nico Cirasola Rudy Valentino con Pietro Masotti, Tatiana Luter, Claudia Cardinale, Alessandro Haber, Nicola Nocella, Luca Michele Cirasola, Rosaria Russo. Rudy Valentino racconta, fra realtà e fantasia, il ritorno nell’estate del 1923 di Rodolfo Valentino a Castellaneta, il suo paese natale. Il film sarà nelle sale il prossimo maggio. Sempre in anteprima fuori concorso saranno presentati Respiri di Alfredo Fiorillo, un thriller con Alessio Boni, Pino Calabrese ed Eva Grimaldi che saranno al Festival, e Broken di e con Edmond Budina che presenterà in sala la pellicola.

In occasione del 50° anniversario del Sessantotto, la manifestazione dedica un omaggio con la proiezione di cinque film scelti da Luciana Castellina e Carlo Verdone. “Celebrare gli anniversari non è retorico, è utile: aiuta a riflettere sul passato e – se il ricordo non è contraffatto – a liberare la memoria di chi ha vissuto l’avvenimento dal mito e a far capire a chi è nato dopo di cosa si sia trattato” – sottolineano i curatori. “Tanto più interessante è l’operazione quando viene celebrato un fatto che non si è esaurito in un giorno ma è durato un tempo lungo che, piaccia o non piaccia, ha segnato una generazione in tutto il mondo. Il 1968 – che proprio per indicare che è stata una stagione e non un anno solo viene ormai scritto “sessantotto” – è uno di questi eventi. Cominciato 50 anni fa”.

I PROTAGONISTI DEL CINEMA EUROPEO

MICHAEL WINTERBOTTOM 

Regista, sceneggiatore, produttore, tra i più eclettici autori della scena britannica, Michael Winterbottom è un autore che più di tutti si è cimentato con grande forza inventiva in differenti generi cinematografici. Talento prolifico, ma mai superficiale, il regista ha spesso scelto uno stile narrativo a metà strada tra realtà documentaria e finzione. Nel corso degli anni, grazie al suo stile sperimentale e sempre originale, è diventato molto noto anche nel circuito del cinema indipendente.

Dopo gli inizi come regista per il piccolo schermo, Winterbottom ha esordito nel cinema nel 1990 con Forget About Me raggiungendo il successo nel 1995 con Butterfly Kiss. Numerosi i riconoscimenti che ha ottenuto nel corso della sua carriera: nel 2003 Orso d’Oro al Festival di Berlino con In This World (Cose di questo mondo, 2002) e nel 2006 Orso d’Argento (insieme a M. Whitercross) con The Road to Guantanamo (2006), nel 2007 a Cannes ha ricevuto il Premio “François Chalais” dedicato a pellicole che documentano la realtà sociale nel mondo per A Mighty Heart. Nel 2008 al San Sebastiàn IFF ha vinto il Premio per la Miglior Regia con Genova (2008), in cui la città rappresenta l’inizio di una nuova vita per un uomo da poco vedovo (Colin Firth) e le sue due giovani figlie.

La sua ultima opera On the Road (2017), a cavallo tra documentario e film di finzione, è stata presentata al Festival di Berlino nel 2017.

Attualmente il regista è impegnato con Greed, una satira sul mondo dei super ricchi e sulla loro apparentemente insaziabile avidità, interpretata da Sacha Baron Cohen, il cui personaggio emula il miliardario Green Philip, a capo della catena dei grandi magazzini BHS; e con The Wedding Guest con Dev Patel: il film è girato in India paese con il quale il regista intrattiene da anni un rapporto e dove ha già realizzato Trishna, parti dei film Codice 46 (2003) e A Mighty Heart (2006).

La sera di giovedì 10 aprile riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera e sarà presentato al pubblico del Festival da Luca Bandirali, che introdurrà il suo film In This World (Cose di questo mondo, 2002) vincitore nel 2003 dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.

I film in programma: Jude (1996), Welcome to Sarajevo (1997), Wonderland (1999), The Claim (2000), 24 Hour Party People (2002), In This World (2002), The Road to Guantanamo (2006), Genova (2008), The Killer Inside Me (2010), Meredith – The Face of an Angel (2014).

ILDIKÓ ENYEDI |

Il Festival presenta la retrospettiva completa dei suoi film, compresa la copia restaurata de Il mio XX secolo, in anteprima mondiale alla trascorsa edizione della Berlinale.

E proprio con Il mio XX secolo, sua opera prima, che la regista si è aggiudicata al Festival di Cannes la Caméra d’Or. Il film viene annoverato tra le migliori pellicole ungheresi di tutti i tempi. Enyedi ha partecipato a molti festival, tra i quali Venezia, nel 1994, in concorso con Magic Hunter e Locarno nel 1999 con Simon mágus, film con cui nel 2000 ha vinto l’Ulivo d’Oro alla prima edizione del Festival del Cinema Europeo. Attualmente Enyedi è impegnata con The Story of My Wife: Léa Seydoux suo primo film in lingua inglese con l’attrice francese Léa Seydoux e il norvegese Anders Baasmo Christiansen.

La sera del 13 aprile, nel corso di un incontro con il pubblico moderato da Massimo CausoIldikó Enyedi riceverà l’Ulivo d’Oro alla carriera e introdurrà Corpo e anima (On Body and Soul, 2017) il suo ultimo film, Orso d’Oro alla Berlinale 2017 e candidato Oscar come miglior film straniero quest’anno.

Oltre ai già citati Il mio XX secolo (1988) e Corpo e anima (2017), la retrospettiva comprende Vakond (1987), Magic Hunter (1994), Tamas et Juli (1997), Simon mágus (1999).

I PROTAGONISTI DEL CINEMA ITALIANO

KIM ROSSI STUART 

Eclettico attore e regista, comincia a muovere i suoi passi nel mondo del cinema e soli 5 anni e a 14 lascia la scuola per intraprendere la sua futura professione cominciando a studiare teatro. Kim Rossi Stuart raggiunge la popolarità con la miniserie tv Fantaghirò di Lamberto Bava. Dopo piccoli ruoli in film di spessore come Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud e una prova d’attore con il Franco Brusati in Lo zio indegno è con Senza pelle di Alessandro D’Alatri e Cuore cattivo di Umberto Marino che si impone tra i nuovi talenti del cinema italiano. D’Alatri gli affida il ruolo di Gesù ne I giardini dell’Eden per il quale ottiene alla Mostra del Cinema di Venezia il Premio Pasinetti. Ma il vero e unanime riconoscimento arriva nel 2004 con Le chiavi di casa di Gianni Amelio che gli vale ancora una volta il Premio Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia, un Nastro d’Argento, un Golden Globe e il premio miglior attore anche al Festival di Valencia; poi con Romanzo criminale di Michele Placido, ancora un Nastro d’Argento. Rossi Stuart ha sempre preferito i film d’autore e il cinema impegnato, costellando la sua carriera di successi, sempre diretto da grandi registi: Roberto Benigni lo ha voluto come Lucignolo nel suo Pinocchio; è stato sul set di Al di là delle nuvole firmato da Michelangelo Antonioni e Wim Wenders; con Carlo Mazzacurati ha interpretato Un’altra vita. Michele Placido lo chiama di nuovo per ricoprire il ruolo di Renato Vallanzasca in Vallanzasca – Gli angeli del male per il quale si aggiudica un altro Nastro d’Argento, il Ciak d’Oro e il Premio Ennio Flaiano. Nello stesso anno (2010) Rossi Stuart è in Questione di cuore di Francesca Archibugi, e Piano, solo di Riccardo Milani per il quale vince il premio come migliore attore al Bastia Italian Film Festival. Daniele Luchetti lo vuole per interpretare suo padre in Anni felici, parzialmente autobiografico.

È del 2005 il suo esordio alla regia con Anche libero va bene, presentato al Festival del Cinema di Cannes e con il quale ottiene il Premio Miglior regista esordiente ai David di Donatello e numerosi altri riconoscimenti a Festival nazionali e internazionali; nel 2016 presenta Tommaso suo secondo film dietro la macchina da presa fuori concorso alla 73ª Mostra del Cinema di Venezia. Il teatro è comunque sempre rimasto saldo nei suoi progetti.

Giovedì 12 aprile, Kim Rossi Stuart incontra il pubblico, presentato da Enrico Magrelli, e riceverà l’Ulivo d’Oro alla carriera.

Il Festival del Cinema Europeo presenta una selezione di dieci film che in particolare hanno segnato la sua carriera, tra cui i due titoli da lui diretti: Il ragazzo dal kimono d’oro di Fabrizio De Angelis (1987), Senza pelle di Alessandro D’Alatri (1994), Cuore cattivo di Umberto Marino (1995), Le chiavi di casa di Gianni Amelio (2004), Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart (2005), Romanzo criminale di Michele Placido (2005), Piano, solo di Riccardo Milani (2007), Questione di cuore di Francesca Archibugi (2009), Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido (2010), Tommaso di Kim Rossi Stuart (2016).

JASMINE TRINCA

Con il suo ultimo film, Fortunata di Sergio Castellitto, dopo il Premio come migliore attrice nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes e il Nastro d’Argento nel 2017 si è aggiudicata il David di Donatello 2018Nessuno si salva da solo (2015), sempre di Castellitto, le è valso la candidatura sia ai David di Donatello sia ai Nastri d’Argento. Per una giovane ragazza scelta tra migliaia di liceali per La stanza del figlio, e che aveva altre idee per il proprio futuro, quello del cinema è stato sicuramente un percorso brillante costellato da grandi prove attoriali che le hanno fatto conquistare numerosi e importanti riconoscimenti. Nel 2003 ha ricevuto insieme a tutto il cast al femminile ancora un Nastro d’Argento per La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. Due anni dopo, nel 2006 è ancora Nanni Moretti a volerla ne Il caimano. Nel 2009 è alla Mostra del Cinema di Venezia con Il grande sogno di Michele Placido (con il quale girerà anche Romanzo criminale) pellicola per la quale conquista il Premio Marcello Mastroianni. Altri due Nastri d’Argento nel 2013: uno per Un giorno devi andare di Giorgio Diritti e uno per Miele di Valeria Golino. Una filmografia, quella della Trinca, che vanta oltre 20 titoli firmati dai più grandi autori del nostro cinema, oltre ai già citati: Riccardo Milani (Piano, solo), Paolo e Vittorio Taviani (Maraviglioso Boccaccio), solo per ricordarne alcuni. Ha interpretato anche alcuni corti (per Francesca Archibugi e Valerio Mastandrea) e serie tv. Al di là del nostro cinema la vediamo in Ultimatum di Alain Tasma, in The Gunman di Pierre Morel e in Saint Laurent di Bertrand Bonello. Attualmente l’attrice ha in post produzione due titoli italiani, Euphoria di Valeria Golino e Sulla mia pelle di Alessio Cremonini in cui interpreta Ilaria Cucchi. Sarà impegnata anche sul set di due film girati all’estero The Man Who Saved Paris del canadese Robert Budreau con Kristin Scott Thomas e Stanley Tucci e Red Snake della francese Caroline Fourest “un film di guerra sulla guerra delle donne”.

Jasmine Trinca, al Festival la sera del 14 aprile, ritirerà l’Ulivo d’Oro alla Carriera e sarà protagonista di un incontro con il pubblico condotto da Laura Delli Colli; segue la proiezione del film Fortunata di Sergio Castellitto.

Durante il Festival del Cinema Europeo si rivedranno dieci dei suoi film più rappresentativiLa stanza del figlio di Nanni Moretti (2001), La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana (2003), Il grande sogno di Michele Placido (2009), L’Apollonide di Bertrand Bonello (2011), Miele di Valeria Golino (2013), Un giorno devi andare di Giorgio Diritti (2013), Une autre vie di Emmanuel Mouret (2013), Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto (2015) The Gunman di Pierre Morel (2015), Fortunata di Sergio Castellitto (2017).

I FILM IN CONCORSO

Dieci i film in anteprima nazionale selezionati da Alberto La Monica e Luigi La Monica. Alcuni presentati dai registi o dagli attori protagonisti che incontreranno il pubblico al termine della proiezione.

La Giuria del Concorso Lungometraggi “Ulivo d’Oro”, presieduta da Beki Probst (Presidente European Film Market) e composta da Eleni Androutsopoulou (Selezionatrice Thessaloniki IFF), Adriana Chiesa Di Palma (Produttrice e distributrice), Antonella Gaeta (Giornalista e sceneggiatrice) e Dubravka Laki? (Critica cinematografica), assegnerà l’Ulivo d’Oro “Premio Cristina Soldano al Miglior Film”, il Premio Speciale della Giuria, il Premio per la Migliore Fotografia e il Premio per la Migliore Sceneggiatura. Sempre tra i film del Concorso, saranno assegnati anche il Premio FIPRESCI (Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica), attribuito dalla Giuria composta da Marta Ba?aga, Tim Lindemann ed Ignazio Senatore; il Premio Cineuropa attribuito dalla Giuria composta da Guillame Calop (Cofondatore di Less Arcs European Film Festival, Paris Coproduction Village, FestiCiné), Françoise Lentz (Responsabile promozione del Film Fund Luxembourg), Altijana Mari? ?or?evi? (Capo della programmazione del Sarajevo Film Festival); il Premio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani per il Miglior Attore Europeo attribuito dalla Giuria presieduta da Laura Delli Colli; il Premio Agiscuola attribuito da una giuria di studenti delle scuole superiori di Lecce.

I FILM IN CONCORSO

Agape di Branko Schmidt (Croazia, 2017) racconta del rapporto proibito tra alcuni ragazzi in procinto di ricevere la cresima e il parroco Miran, che si trova ad affrontare il disprezzo della società.

Beyond Words di Urszula Antoniak (Olanda-Polonia, 2017) è la storia di Michael, emigrato dalla Polonia a Berlino, avvocato di successo, la cui vita viene messa a soqquadro da un bohémien polacco.

Cobain di Nanouk Leopold (Olanda-Belgio-Germania, 2018) è un film sull’amore incondizionato di Cobain per la madre, che conduce una vita instabile, e che lui, sentendosi responsabile, decide di salvare.

Darling, di Birgitte Stærmose (Danimarca, 2017), è una danzatrice danese di fama mondiale, che durante le prove di un balletto crolla a terra. La prognosi è chiara: la sua anca è irrimediabilmente fuori uso e non potrà danzare mai più…

Disappearance di Boudewijn Koole (Norvegia-Olanda, 2017), segue la storia di Roos una ragazza che ritrova la madre dopo numerose e profonde incomprensioni.

Pororoca di Constantin Popescu (Romania-Francia, 2017) narra il dramma di Cristina e Tudor, una coppia di trentenni con figli piccoli, che si trova ad affrontare la scomparsa della loro piccola Maria nel parco.

Scary Mother di Ana Urushadze (Georgia-Estonia, 2017), è la storia di una casalinga cinquantenne, Manana, divisa fra l’amore per la vita in famiglia e quello per la scrittura, che ha represso per anni.

3/4 Three Quarters di Ilian Metev (Bulgaria-Germania, 2017), è il ritratto di una famiglia, composta dal padre e dai suoi due figli, che a seguito della scomparsa della madre, cercano un nuovo equilibrio nell’ultima estate trascorsa insieme.

Yellow Heat di Fikret Reyhan (Turchia, 2017). Ibrahim, figlio di una famiglia di agricoltori tradizionalisti in difficoltà economica, sogna un futuro diverso, ma scopre che non è facile trasformare i sogni in realtà.

The Party’s Over di Marie Garel-Weiss (Francia, 2017) è la storia di una amicizia tra Céleste e Sihem, nata in centro di recupero. Amicizia che sarà la loro forza, ma anche un ostacolo fuori da un rifugio sicuro.

LE ALTRE SEZIONI DEL FESTIVAL

Accanto alla sezione competitiva, la manifestazione salentina propone numerosi spazi di approfondimento, sezioni dedicate a cortometraggi e a documentari che rappresentano un percorso di ricerca di nuovi temi e di nuovi linguaggi audiovisivi.

COMMEDIA EUROPEA

Ritorna per il terzo anno la sezione dedicata alla commedia, una vetrina che presenta una selezione di cinque opere in anteprima italiana:

Taksim Hold’em di Michael Önde (Turchia, 2017). È sabato sera e, come tutte le settimane, Alper si concede una rilassante serata di gioco al poker con il consolidato gruppo di amici dei tempi della scuola, nel suo appartamento vicino alla centrale piazza Taksim di Istanbul. Nelle strade sotto casa, però, sono in corso alcune proteste anti-governative, che danno vita a scontri con la polizia. La partita lentamente è contaminata da ciò che sta accadendo in strada e fra i giocatori esplodono discussioni accese sul proseguire o meno. The End of the Chain / Keti lõpp di Priit Pääsuke (Estonia, 2017), è la storia di una ragazza che lavora in un fast-food vicino a un parcheggio. Tutti i clienti si avvicendano e non ordinano mai cibo, ma vogliono solo parlare con la protagonista. In cima alla lista dei momenti più difficili c’è la visita dei suoi genitori, che sognavano ben altra sistemazione per la loro figlia e non mancano di farlo presente, aumentando l’amarezza nel suo cuore. Streaker / Flitzer di Peter Luisi (Svizzera, 2017) racconta di Balz Näf un professore che ha superato i cinquanta ed è al verde dopo una scommessa finita male. Per risollevarsi decide di affidarsi a una squadra di streaker, gli esibizionisti che corrono nudi per creare scompiglio sui campi da gioco, e di creare attorno a loro un giro di scommesse. Les grands esprits di Olivier Ayache-Vidal (Francia, 2017) è una commedia che narra le vicende di François Foucault, un professore associato di lettere presso il prestigioso Liceo Henri IV di Parigi, inviato, per motivi politici, per un anno in un istituto della banlieue parigina. Forte della sua esperienza e delle sue idee preconcette, è convinto che presto sarà in grado di indirizzare per la retta via i giovani alunni e che, per la maggior parte, il suo obiettivo consiste nell’insegnare quel rigore che è stato troppo a lungo trascurato. Abracadabra di Pablo Berger (Spagna, 2017) racconta la vita di Carmen, casalinga frustrata, sposata con Carlos, un uomo insensibile, aggressivo e animalesco. Durante un ricevimento di matrimonio a cui i due partecipano il cugino di Carmen cerca un volontario tra gli invitati per un numero di ipnotismo amatoriale e Carlos, sebbene scettico, accetta. Ma qualcosa non va e la situazione sfugge di mano.

EVENTI SPECIALI | FUORI CONCORSO| ANTEPRIMA ITALIANA

Mercoledì 11 sarà presentato Broken di Edmond Budina, con Edmond Budina, Nikolla LLambro, Laert Vasili, Gladiola Harizaj, Artan Islami, Sotiraq Bratko, Syrja Meçe, Ylli Trajçe, Rachele Laro, Ansa Rochi, Zamira Kita, Gerti Ferra, Marsias Lila.

Tanti anni d’ingiusta sofferenza in un carcere straniero sono nulla di fronte all’ingratitudine delle persone più care, che si trasformano quando si tratta di salvaguardare il profitto e i propri interessi, dimenticando che la distruzione dell’anima e dell’ambiente sono in primo luogo una perdita e una devastazione di se stessi. Il regista sarà presente in sala.

Sabato 14 è la volta di Respiri di Alfredo Fiorillo, alla presenza del regista e di Alessio Boni, Pino Calabrese, Eva Grimaldi. Il film uscirà nelle sale il 7 giugno distribuito da Europictures e L’Age d’Or.

Francesco, un ingegnere quarantenne, dopo una misteriosa disgrazia si ritira a vivere in un paese sul lago d’Iseo. Con la figlia ancora piccola occupa l’antica villa di famiglia, una magnifica costruzione liberty lambita dalle acque. Nella grande casa vi è anche un’altra misteriosa persona, di cui si percepisce soltanto l’eco del respiratore che la tiene in vita.

Nel cast anche Lidiya Liberman, Eleonora Trevisani, Milena Vukotic, Eva Grimaldi, Lino Capolicchio.

OMAGGIO AL SESSANTOTTO

Il Festival ha deciso di dedicare un omaggio al Sessantotto con una selezione di cinque film scelti da Luciana Castellina e Carlo Verdone. Nel corso della manifestazione si potranno rivedere I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio nell’edizione restaurata dalla Cineteca di Bologna, One Plus One (1968) di Jean-Luc Godard, The Dreamers (I sognatori, 2003) di Bernardo Bertolucci, Après Mai (Qualcosa nell’aria, 2012) di Olivier Assayas e The Strawberry Statement (Fragole e sangue, 1970) di Stuart Hagmann che sarà presentato dalla Castellina e da Verdone venerdì 13 aprile.

CINEMA & REALTÀ

La sezione intende dare visibilità a temi sociali e culturali di rilievo attraverso il cinema, proponendo un’occasione di riflessione e di approfondimento su argomenti ed eventi della realtà contemporanea. Alle proiezioni saranno presenti i registi.

Prima che il Gallo canti di Cosimo Damiano Damato (2017) in anteprima nazionale, è il testamento spirituale di Don Andrea Gallo in un viaggio attraverso la musica d’autore italiana. Sono tanti gli artisti che hanno scritto canzoni ispirate a temi sacri in cui riversano dubbi esistenziali, preghiere laiche, presentando un Dio più vicino all’uomo. Don Gallo racconta le canzoni dei cantautori che affrontano temi a lui cari come il bisogno d’amore, gli umili, la strada, la solidarietà, la solitudine. Insieme al regista sarà presente Moni Ovadia, venerdì 13 aprile.

Il quartiere di Filippo Maria Cariglia (2017). Il film racconta la vita nel quartiere San Pio di Lecce, cambiato nel corso degli anni. Un quartiere spartiacque tra la vecchia città e quella che da qualche anno sembra essere popolata solo da studenti universitari e persone anziane. Quello che un tempo sembrava essere la periferia della città, è diventato in breve il centro della vita notturna cittadina.

Immagine dal vero di Luciano Accomando (2017) è un film documentario che racconta le storie di successo di cinque donne e sette uomini immigrati in Sicilia che hanno saputo riscattarsi e hanno contribuito a migliorare le comunità di cui oggi fanno parte, nelle quali sono perfettamente integrati.

Mena di Maria Cristina Fraddosio (2018), in anteprima nazionale, dà voce alle proteste in corso a Melendugno, in Salento, punto di arrivo del gasdotto Tap, proveniente dall’Azerbaigian. Testimonianze dirette degli attivisti si alternano a quelle istituzionali. Mentre la magistratura indaga sull’ipotesi che sia stata aggirata una direttiva europea sulla sicurezza dell’impianto, che sorgerà a poche centinaia di metri dalle abitazioni, i lavori per realizzare l’opera continuano in gran fretta sotto la sorveglianza di centinaia di forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Road to Myself di Alessandro Piva (2017) è un film di viaggio sui più suggestivi itinerari culturali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia e accompagna lo spettatore alla riscoperta di inediti scorci di questi straordinari cammini.

PREMIO MARIO VERDONE

Sabato 14 aprile è la volta della IX edizione del Premio Mario Verdone, istituito dal Festival insieme alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, in accordo con la famiglia Verdone.

Il Premio viene assegnato da Silvia, Carlo e Luca Verdone a un giovane autore (massimo 40 anni) che con la sua opera prima si sia particolarmente distinto nell’ultima stagione cinematografica. Il riconoscimento vuole onorare il critico, saggista e storico del cinema Mario Verdone, sempre attento nella scoperta di artisti di talento, non solo nel Cinema ma nel mondo dell’arte in generale, come dimostrano i suoi numerosi saggi e scritti.

“È la nona edizione del Premio intitolato a nostro padre Mario grazie al Festival del Cinema Europeo, e anche quest’anno ci troviamo di fronte a una scelta non facile. Tutti i giovani autori in concorso hanno talento e hanno dimostrato grande capacità nella realizzazione della loro opera” – sottolineano i fratelli Verdone. “Siamo contenti di vedere come ogni anno il cinema italiano si arricchisca di registi e veda crescere autori di indubbio valore artistico. Il Festival del Cinema Europeo di Lecce si conferma un bel trampolino di lancio per molti di loro”.

I finalisti di quest’anno: Roberto De Paolis per Cuori Puri, Simone Godano per Moglie e marito, Antonio Padovan per Finché c’è prosecco c’è speranza. Per il secondo anno consecutivo è assegnato un Riconoscimento Speciale che in questa edizione va ad Andrea De Sica per I figli della notte.

Le precedenti edizioni sono state vinte da: Susanna Nicchiarelli per Cosmonauta, Aureliano Amadei per 20 sigarette, Andrea Segre per Io sono Li, Claudio Giovannesi per Alì ha gli occhi azzurri, Matteo Oleotto per Zoran, il mio nipote scemo, Sebastiano Riso per Più buio di mezzanotte, Duccio Chiarini per Short skin, Marco Danieli per La ragazza del mondo.

PREMIO EMIDIO GRECO

Per il sesto anno consecutivo, il Festival del Cinema Europeo, insieme al Centro Nazionale del Cortometraggio e d’intesa con la famiglia, attribuisce un Premio in memoria del regista Emidio Greco, con l’intento di premiare un giovane autore italiano (massimo 35 anni) per il suo talento nella realizzazione di un cortometraggio.

Il Comitato di selezione è composto da Jacopo Chessa (Direttore Centro Nazionale del Cortometraggio), Lia Furxhi (Presidente AIACE Nazionale) e Alberto La Monica (Direttore Festival del Cinema Europeo) e la Giuria costituita dalla famiglia Greco decreterà il vincitore.

I dieci cortometraggi finalisti: Birthday di Alberto Viavattene (2017), Bismillah di Alessandro Grande (2018), Blue Screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo (2017), Denise di Rossella Inglese (2017), Framed di Marco Jemolo (2017), Lypso di Vincenzo Capaldo (2017), Piccole italiane di Letizia Lamartire (2017), Lu piscatori di Simone Marangi (2017), Il sentire dell’occhio di Alessia Cecchet (2017), Viola, Franca di Marta Savina (2017).

La prima edizione è stata vinta da Gabriele Mainetti con Tiger boy, la seconda da Cristina Picchi con Zima, la terza da Federico Di Corato e Alessandro De Leo con La baracca, la quarta da Francesca Mazzoleni con Lo so che mi senti, la quinta da Giovanni Fumu con Good News.

VETRINA FONDAZIONE CSC

La sezione vuole promuovere alcune attività del Centro Sperimentale di Cinematografia, quali il restauro e la diffusione culturale con la Cineteca Nazionale e la formazione con la Scuola Nazionale di Cinema. Ogni anno il Festival presenta un film restaurato e alcuni film di diploma degli allievi.

In questa edizione: L’autista di Daniele Pini, Il campione di Ludovico Di Martino, Episodio di Sonia Giannetto, Il legionario di Hleb Papou, Il nostro segreto di Letizia Lamartire, Piccole italiane di Letizia Lamartire, Pink elephant di Ado Hasanovic, Pipinara di Ludovico Di Martino, Rocky di Daniele Pini, Le visite di Elio Di Pace.

In collaborazione con la Cineteca Nazionale, infine, sarà presentato il restauro di Queimada di Gillo Pontecorvo (1969), cui il Festival ha reso Omaggio nel 2006.

PUGLIA SHOW

Sono venti i cortometraggi selezionati per PUGLIA SHOW, tradizionale concorso riservato a giovani registi pugliesi under 35 anni, sezione curata da Luigi La Monica.

La Giuria del concorso, presieduta da Paolo Spina (produttore) e composta da Davide Barletti (regista) e Lia Furxhi (Presidente AIACE Nazionale), assegnerà il Premio CNC – Centro Nazionale del Cortometraggio, il Premio Augustus Color.

Inoltre, verranno assegnati il Premio Rai Cinema Channel di €3.000, dalla Giuria composta da Maria Federica Lo Jacono e Manuela Rima (Marketing e Commerciale-Rai Cinema), e il Premio Unisalento dalla Giuria composta dagli studenti del Cineclub Universitario, attività di promozione e studio della cultura audiovisiva erogata dal Centro Interdipartimentale di Ricerca in Digital Humanities dell’Università del Salento e sostenuta dalla Fondazione Apulia Film Commission.

I cortometraggi in concorso: Art Stories in Song Zhuang – Beijing di Fabrizio Lecce e Tommaso Faggiano (2018), Atestalta di Michele Tataranni (2017), Bazarov di Gianluca Marinelli (2017), Chiunque tu sia di Arianna Tempesta (2017), Colors of Babel di Luca De Paolis (2018), Come sono le stelle dall’altra parte del cielo di Francesco Lorusso (2017), Crossing Dubai di Michele Alberto Chironi (2018), Finché c’è il mare di Francesco De Giorgi (2017), Fine d’estate di Paolo Strippoli (2017), La giraffa senza gamba di Fausto Romano (2017), Girone all’italiana di Alessandra Tommasi (2017), Happy Birthday di Filippo Toma (2017), The N.A.P. di Adolfo Di Molfetta (2017), Piccole italiane di Letizia Lamartire (2017), Lu piscatori di Simone Marangi (2017), Sulle orme del passato di Sara Ventrella (2017), Uno stagno in Moravia di Vincenzo Borsellino (2017), Tra cielo e terra di Dario Patrocinio e Noemi Rossano (2017), L’uomo proibito di Tiziano Russo (2017), Vita spremuta di Pierfrancesco Gatto (2018).

I cortometraggi fuori concorso: Anna e Bassam di Davide Rizzo (2017), La giornata di Pippo Mezzapesa (2017), Manichine di Maurizio Mazzotta (2017), Mi voleva Winspeare di Gianni Ippoliti (2018), Salent Movie di Peppino Ciraci (2018), Tabib di Carlo D’Ursi (2017), Volti nell’ombra di Fabrizio Pastore (2017), What God wants di Michele Innocente (2017).

CINEMA ED EUROPA: PREMIO LUX e SHORT MATTERS!

PREMIO LUX del Parlamento Europeo

Attraverso questo concorso cinematografico il Parlamento Europeo favorisce il dibattito sulle questioni sociali e i valori che più rappresentano la società europea.

L’obiettivo del Premio è condividere la prosperità e la diversità del cinema europeo con il maggior numero di cittadini possibili e suscitare una discussione sugli argomenti trattati nei film selezionati.

Il Parlamento sostiene finanziariamente le spese per le traduzioni e la sottotitolazione dei tre film finalisti nelle 24 lingue ufficiali dell’UE e l’adattamento per le persone con problemi di udito o ipovedenti del film vincitore.

Al Festival del Cinema Europeo si potranno vedere i tre film finalisti: Sámi Blood di Amanda Kernell (Svezia-Norvegia-Danimarca, 2016) vincitore del Premio Lux 2017120 battiti al minuto di Robin Campillo (Francia, 2017), Western di Valeska Grisebach (Germania-Bulgaria-Austria 2017).

SHORT MATTERS!

È la sezione che mette in rassegna i cortometraggi che hanno avuto la nomination al Best European Short Film Award 2017 dell’European Film Academy:

Copa-Loca di Christos Massalas (Grecia, 2017); En la boca di Matteo Gariglio (Svizzera-Argentina, 2016); Fight on a Swedish Beach!! di Simon Vahlne (Svezia, 2016); Information Skies di Metahaven (Olanda-Corea del Sud, 2017); Love di Réka Bucsi (Ungheria-Francia, 2016); The Artificial Humors di Gabriel Abrantes (Portogallo, 2016); The Circle di Rûken Tekes (Turchia, 2016); The Disinherited di Laura Ferrés (Spagna, 2017); The party di Andrea Harkin (Irlanda, 2016); il vincitore dell’EFA Award Timecode di Juanjo Giménez (Spagna, 2016); Ugly di Nikita Diakur (Germania, 2017); Wannabe di Jannis Lenz (Germania-Austria, 2017); You Will Be Fine di Céline Devaux (Francia, 2017); Written/Unwritten di Adrian Silisteanu (Romania, 2016), Young Men at their Window di Loukianos Moshonas (Francia, 2017).

Premi e giurie

Ulivo d’Oro “Premio Cristina Soldano al Miglior Film” a The party’s over di Marie Garel-Weiss

Premio Mario Verdone a Roberto De Paolis per Cuori puri

Premio Giuria FIPRESCI Scary mother di Ana Urushadze

Premio SNGCI per il Migliore Attore Europeo a Goran Bogdan per Agape di Branko Schmidt

Premio Agiscuola The party’s over di Marie Garel-Weiss

 

La giuria Ulivo d’Oro, presieduta da Beki Probst (Presidente European Film Market) e composta da Eleni Androutsopoulou (Selezionatrice Thessaloniki IFF), Adriana Chiesa Di Palma (Produttrice e distributrice), Antonella Gaeta (Giornalista e sceneggiatrice) e Dubravka Laki? (Critica cinematografica) ha assegnato i seguenti premi:

Ulivo d’Oro “Premio Cristina Soldano al Miglior Film” all’unanimità per The party’s over (Francia, 2017) di Marie Garel-Weiss con la seguente motivazione: “Per la maestria nel rappresentare il senso di dissoluzione dei rapporti sociali, la solitudine esasperata, la deriva sentimentale che è stato un fil rouge delle cinematografie europee proposte in selezione. Il tutto affidato alla forza e alla verità delle due protagoniste”.

Premio per la Miglior Sceneggiatura a Stienette Bosklopper per Cobain (Olanda-Belgio-Germania, 2017) di Nanouk Leopold, con la seguente motivazione: “Intenso ritratto di un adolescente perso nell’assenza di legami, dialogo, attenzioni e appartenenza”.

Premio per la Miglior Fotografia a Marton Miklauzic per Yellow heat (Turchia, 2017) di Fikret Reyhan con la seguente motivazione: “Per aver saputo rendere la fotografia protagonista assoluta del contrasto tra paesaggio rurale e industriale, in maniera calda e realistica”.

Premio Speciale della Giuria Disappearance (Olanda-Norvegia, 2017) di Boudewijn Koole, con la seguente motivazione, “per la capacità di inserire, in un paesaggio glaciale, la ricomposizione del rapporto interrotto, o forse mai esistito, tra madre e figlia. Un film intorno al tema dolente del lasciar andare”.

La giuria FIPRESCI composta da Marta BacagaTim Lindemann ed Ignazio Senatore ha premiato Scary mother (Georgia-Estonia, 2017) di Ana Urushadze con la seguente motivazione: “Per la capacità di aver messo in campo una donna che combatte per liberare la creatività e conquistare la propria indipendenza”.

Premio SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) assegnato dai soci del Sindacato e dal Presidente Laura Delli Colli al migliore attrice/attore europeo a Goran Bogdan per Agape (Croazia, 2017) di Branko Schmidt con la seguente motivazione: “Perfetto in un ruolo difficile e delicato, che affronta regalandoci anche l’emozione di forte impegno civile”.

La giuria del Premio Cineuropa, composta da Guillame Calop (Cofondatore di Less Arcs European Film Festival, Paris Coproduction Village, FestiCiné), Françoise Lentz (Responsabile promozione del Film Fund Luxembourg), Altijana Mari? ?or?evi? (Capo programmazione del Sarajevo Film Festival) ha assegnato il riconoscimento a The party’s over (Francia, 2017) di Marie Garel-Weiss.

Il Premio del pubblico va a Disappearance di Boudewijn Koole (Olanda-Norvegia, 2017).

Il Premio Mario Verdone 2018, nona edizione, è stato assegnato a Roberto De Paolis per Cuori puri (Italia, 2017) con la seguente motivazione: “un film intenso e insieme carico di realismo che rivela con l’attualità del tema, una capacità narrativa forte fin dalle prime inquadrature. Raccontando marginalità e voglia di riscatto e, senza alcuna tentazione retorica, il film dimostra infatti che -anche in condizioni di conflitti sociali evidenti- esiste la possibilità che un incontro d’amore possa vincere il doppio disagio esistenziale che il vissuto dei due protagonisti, grazie a una regia sensibile e attenta, racconta anche attraverso un’ottima direzione di tutto il cast”. Riconoscimento Speciale ad Andrea De Sica per I figli della notte (2016).

La sesta edizione del Premio Emidio Greco (comitato di selezione: Jacopo Chessa, Lia Furxi, Alberto La Monica) è stato assegnato dalla giuria composta dalla famiglia Greco a Denise di Rossella Inglese (2017) con la seguente motivazione, “Per aver delineato, nella brevità di quindici minuti, un ritratto della generazione post 2000 che non indulge mai nel buonismo o nel giudizio di valore; per la scelta e la direzione della giovane protagonista, che si fa specchio di un malessere adolescenziale che non è mai contingente e soprattutto per la capacità di coniugare, in maniera consapevole e matura, uno stile di racconto pienamente realista con uno stravolgimento delle convenzioni del linguaggio cinematografico, che si traduce in un disarmante sguardo in macchina che fa controllare tutta una serie di certezze acquisite”.

La giuria della sezione Puglia Show, composta di Paolo SpinaDavide BarlettiLia Furxi, ha assegnato il Premio Centro Nazionale del CortometraggioPremio Augustus Color, a Fine d’estate di Paolo Strippoli, con la seguente motivazione; “In uno spaccato famigliare e sociale deteriorato e privo di riferimenti e di segni certi, ha raccontato lo speciale rapporto di un padre e un figlio sospesi tra un presente insostenibile e un futuro incerto e senza prospettive di coesione e di ritrovo comunitario. Gli aspetti di fuga dal degrado antropico, tratteggiati anche con pennellate surreali, risultano apprezzabili sotto il profilo sia narrativo che linguistico e aprono uno squarcio di vitalità e di costruzione di immaginario”.

Menzione speciale a Piccole italiane di Letizia Lamartire “per la maturità dimostrata dall’autrice sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista produttivo e della gestione di tutti i reparti coinvolti nella lavorazione, sempre con leggerezza e spunti di fantasia. Qualità che le consentono di poter affrontare le responsabilità gravose di un lungometraggio. Il cortometraggio si rivela un esempio di intelligente satira politica nei confronti di qualsiasi forma di potere antidemocratico”.

Premio Rai Cinema Channel di euro 3.000 è stato assegnato dalla giuria composta da Maria Federica Lo Jacono e Manuela Rima a L’uomo proibito di Tiziano Russo: “per essere riuscito ad orchestrare sapientemente un’opera che strizza l’occhio al futuro, senza mai perdere di credibilità e che è capace di usare ad arte un linguaggio cinematografico, finalmente, insolito”.

Il Premio Unisalento, assegnato dalla giuria composta dagli studenti del Cineclub Universitario, attività di promozione e studio della cultura audiovisiva erogata dal Centro Interdipartimentale di Ricerca in Digital Humanities dell’Università del Salento e sostenuta dalla Fondazione Apulia Film Commission, va a Fine d’estate di Paolo Strippoli “perché ha saputo raccontare, attraverso la cura di dettagli intimi, la crescita in un mondo in cui il raggiungimento a tutti i costi dei propri scopi prevale sull’etica”.

Il Premio Agiscuola, attribuito da una giuria di studenti delle scuole superiori di Lecce, è stato assegnato a The party’s over “in quanto riesce ad affrontare un tema forte ed attuale come la tossicodipendenza, in una maniera originale e poco scontata. Inoltre manda il messaggio che tramite la potenza dell’amicizia sia possibile uscire da ogni tipo di tunnel vorticoso in cui è molto facile rimanere intrappolati. Infine la speranza che fuoriesce da esso trasmette la dedizione necessaria per cambiare in meglio se stessi, la sopravvivenza viene sovrastata dal saper vivere”.