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Lars von Trier

Lars von Trier

Lars von Trier nasce il 30 aprile 1956. Studia teoria del cinema dal 1976 al 1979, per poi iscriversi alla Scuola di Cinema Danese, che frequenta dal 1979 al 1983. È proprio lì che incontra il suo futuro e storico collaboratore, il produttore Peter Aalbæk Jensen. Durante gli anni alla scuola di cinema, vince il premio per il miglior progetto scolastico al Festival Internazionale di Monaco di Baviera.

Dopo il diploma, si impone rapidamente sulla scena europea come uno dei maggiori talenti scandinavi. Il suo film d’esordio, Forbrydelsens element (L’Elemento del Crimine, 1984), ottiene il Premio CST per il miglior artista-tecnico e ottiene una nomination per la Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes. Nei tre anni successivi realizza Epidemic (1988), un meta-film presentato nella sezione Un Certain Regard a Cannes. Torna poi al festival nel 1991 con Europa, che conclude la sua prima trilogia e vince il Premio della Giuria, oltre a numerosi riconoscimenti internazionali e vari premi agli European Film Awards.

Dopo aver completato la prima trilogia, fonda insieme a Thomas Vinterberg il movimento Dogma 95, presentando un manifesto con regole ben precise per una nuova forma di cinema “puro”. Il movimento diventa un fenomeno mondiale e ispira un’intera generazione di cineasti. Nel 2008 von Trier, Vinterberg e gli altri registi del collettivo ricevono il Premio Europeo per il Contributo al Cinema Mondiale. L’opera più rappresentativa del periodo Dogma è probabilmente Idioterne (The Idiots, 1998), acclamata e controversa, anch’essa in concorso a Cannes.

Con Le Onde del Destino (1996) e Dancer in the Dark (2000), von Trier consolida la sua reputazione di autore unico e visionario. Le Onde del Destino ottiene il Grand Prix a Cannes, mentre Dancer in the Dark vince la Palma d’Oro.

Nel 2003 realizza l’opera sperimentale Dogville, con Nicole Kidman, presentata in concorso a Cannes. Segue la cosiddetta Trilogia della depressione, che si apre con Antichrist (2009), storia di una coppia in lutto, presentata in concorso a Cannes, dove vince il Premio per la Miglior Attrice. Segue Melancholia (2011), che racconta il legame tra due sorelle affette da depressione: anche questo film è presentato in concorso a Cannes e ottiene nuovamente il Premio per la Miglior Attrice. Infine, Nymphomaniac (2013), racconto di un risveglio sessuale, viene presentato sia al Festival di Berlino che a quello di Venezia.

Con il suo metodo radicale, l’integrità artistica e un linguaggio poetico inconfondibile, Lars von Trier è uno dei pochi autori danesi la cui opera risuona ben oltre i confini nazionali. Il suo linguaggio è quello del cinema, che ha costantemente reinventato rompendo convenzioni, regole e norme per ampliare l’alfabeto della narrazione visiva. Ha lavorato tra fiction, documentario, arti performative e opera, mescolando generi e spaziando tra film d’autore, cultura pop e forme sperimentali.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi attori e attrici del mondo, tra cui Kirsten
Dunst, Willem Dafoe e Stellan Skarsgård.