LASCIATECI PERDERE
SABATO 22 NOV – H 18:00 – SALA 2
LASCIATECI PERDERE
ITALIA – 2025 – colore – 57’
Regia: Niccolò Ferrero
Sceneggiatura: Niccolò Ferrero, Leonardo Aresi
Fotografia: Sebastian Bonolis, Ruggero Romano, Daniele Coluccini, Luca Matteucci, Marco Mineyichev, Pietro Fanton
Montaggio: Giuliana Sarli, Stefano Mattacchione
Sound, Mix: Massimo Filippini
Con: Sebastiano Gravina, Maurizio De Silvestro, Bryan Ramirez, Matteo Bonavolontà, Jacopo Lilli, Giacomo Cerri, Giovanni Avallone, Andrea Chiellini, Michele Pugliese, Giancarlo Bruni, Damiano Giunta, Luigi Gatta, Shadia Lupetti, Giovanni Morgana, Paul Iyobo, Giancarlo Saraudi, Nicola Mauro, Danilot Carrubba, Massimo D’Attolico, Riccardo Locatelli, Francesco Cavallotto, Emiliano Del Duca, Valerio Arancio Febbo, Aldo Grauso, Vito Di Blasio
Produttori: Giampietro Preziosa, Marco S. Puccioni in coproduzione con in co-production with Edoardo Viterbori, Valerio Tedeschi
Produzione: Inthelfilm in collaborazione con Millennium Cinematografica
sinossi
Lasciateci perdere segue la Nazionale italiana di calcio a 5 per non vedenti nel duro percorso verso i Mondiali e la qualificazione alle Paralimpiadi. Il documentario esplora le vite dei giocatori oltre il campo, rivelando come la loro quotidianità sia straordinaria.
Il capitano, Sebastiano, e i compagni lottano per superare i limiti, spinti dall’aspirazione di “scrivere la storia”. Mentre la squadra si allena tra mille difficoltà, emergono i drammi personali: Sebastiano e la moglie non vedente Shadia affrontano la gravidanza a rischio della loro primogenita, Nicole. A causa del parto prematuro, Sebastiano rinuncia al Mondiale per restare accanto alla famiglia. L’Italia, senza il suo capitano, sorprende vincendo il girone…
nota di regia
“Lasciateci Perdere è un documentario sulla Nazionale italiana di calcio per ciechi al loro primo mondiale. Nonostante l’obiettivo sportivo (qualificazione alle Paralimpiadi), il fulcro è la vita dentro e fuori dal campo di undici ragazzi non vedenti, narrata con autoironia e leggerezza, evitando ogni pietismo. L’uso del suono è centrale, ponendo lo spettatore nella soggettiva sensoriale dei protagonisti (es. pallone sonoro, audio amplificato). Le mani, nel loro “sentire toccando” (Rif. Herzog), sono un leitmotiv. La storia segue i percorsi personali dei protagonisti (Sebastiano, Bryan) le cui aspirazioni e scelte (in primis quella sofferta del capitano tra mondiale e paternità) si fondono con la preparazione del collettivo. Si mette in risalto l’azzurro della divisa, simbolo di una sfida che è al contempo sportiva ed esistenziale: spingersi oltre i propri limiti.”
anteprima regionale