METTI CHE PIOVE
MERCOLEDÌ 19 NOV – ORE 18:00 – SALA 1
METTI CHE PIOVE Contro la violenza di genere
ITALIA – 2025 – colore – 49’
Progetto Cinema per la scuola: NEMESI -Fimmene Fimmene
Regia: Giuseppe Pezzulla
Sceneggiatura: Mariagrazia Carulli, Giuseppe Pezzulla
Fotografia: Francesco Luperto
Montaggio: Silvia Gatto, Melania Verardo
Musiche originali: Sud Sound System
Suono in Presa Diretta: Michele Leucci
Animazioni, VFX: Silvia Gatto
Con: alunni, docenti e operatori dell’Ist. Falcone e la partecipazione straordinaria di Nando Popu
Produzione Production: Istituto “G. Falcone” – Copertino
sinossi
L’Istituto Giovanni Falcone resta isolato da una bomba d’acqua che ha allagato la città proprio l’8 marzo, giorno in cui nella scuola è previsto un evento con proiezione di quattro mini documentari realizzati dai ragazzi per celebrare quattro grandi donne salentine. Poiché l’emergenza si protrarrà di certo oltre l’orario di lezione, la dirigente scolastica, con un tocco di genialità, decide di trasformare l’evento in un talent al femminile aperto a tutte le discipline: musica, arte, letteratura, recitazione, aspetti spettacolari di materie di studio come le scienze e la matematica. A far da collante alla trama, la storia di Melissa e Vittorio in cui si consuma la gelosia di quest’ultimo verso la compagna di classe e fidanzatina che sarà l’attrazione dell’evento. A latere, le vite degli altri personaggi: i giudici del talent e una strana figura didattica che sarà mentore e chiave di volta della vita di Vittorio. Queste storie parallele saranno il pretesto per approfondire i molti punti di vista culturali e sociali della questione femminile: il retaggio culturale, lo stereotipo di genere, l’inclusività, la famiglia, le aspettative sociali, l’emersione del talento e molto altro ancora.
note di regia
“Metti che piove nasce da una intuizione a seguito di continue alluvioni che hanno interessato il Salento. Immagini di strade e campagne allagate hanno fatto sì che ci venisse in mente l’idea che più di 500 ragazzi di una scuola, compresi docenti e collaboratori rimanessero bloccati per una giornata intera fino a sera all’interno dell’Istituto. Mi piaceva molto l’idea di raccontare in quindici giorni di set, un’intera giornata.“