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THE LOVE THAT REMAINS

THE LOVE THAT REMAINS

MERCOLEDÌ 19 NOV – ORE 18:00 – SALA 3

THE LOVE THAT REMAINS Ástin sem eftir er
ISLANDA, DANIMARCA, SVEZIA, FRANCIA – 2025 – colore – 109′

Regia: Hlynur Pálmason
Sceneggiatura: Hlynur Pálmason
Fotografia: Hlynur Pálmason
Montaggio: Julius Krebs Damsbo
Scenografia: Frosti Friðriksson
Musica: Harry Hunt
Costumi:  Nina Grønlund
Interpreti: Saga Garðarsdóttir (Anna), Sverrir Guðnason (Magnús), Ída Mekkín Hlynsdóttir (Ída), Grímur Hlynsson (Grímur), Þorgils Hlynsson (Þorgils), Ingvar Sigurðsson (Pálmi), Anders Mossling (Martin)
Produttori: Anton Máni Svansson, Katrin Pors
Produzione: Still Vivid (Is), Snowglobe (Dk) in coproduzione con Hobab (Se), Maneki Films (Fr), Film i Väst (Se), Arte France Cinema (Fr)
World Sales: New Europe Film Sales
Distribuzione italiana:  Movies Inspired

 


sinossi
Un anno nella vita di una famiglia alle prese con la separazione dei genitori. Attraverso momenti teneri e ironici, il film racconta con delicatezza la malinconia di un amore al tramonto e la forza dei ricordi condivisi, seguendo il fluire delle stagioni e delle emozioni che le accompagnano.

 


il regista: HLYNUR PÁLMASON
Hlynur Pálmason (nato il 30 settembre 1984 a Höfn, Islanda) è un regista, sceneggiatore e artista visivo islandese. Dopo gli esordi nel campo delle arti visive, si forma alla National Film School of Denmark, dove si diploma nel 2013, sviluppando uno sguardo autoriale potente e profondamente cinematografico. Debutta nel lungometraggio con Winter Brothers (2017), che riceve un’ottima
accoglienza, cui segue A White, White Day, presentato alla Settimana della Critica di Cannes nel 2019. Il suo terzo film, Godland (2022), viene selezionato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes. Il suo quarto lavoro, The Love That Remains, debutta nella sezione Cannes Premiere a Cannes 2025. Pálmason vive e lavora tra Islanda e Danimarca, insieme alla moglie e ai loro tre figli.

 


note di regia
“Questo film parla della natura, di ciò che costruiamo, ricostruiamo o distruggiamo, di ciò che ci unisce e ci divide, di incomunicabilità e sentimenti contrastanti. Ma, soprattutto, parla della famiglia: è questo il fulcro del film, il suo cuore pulsante, una naturale estensione dei miei lavori precedenti, sia cortometraggi che lungometraggi. Noi tendiamo a pensare che ciò che conta nel mondo sia la grande visione collettiva, come ad esempio la politica, ma a mio avviso, in un certo senso, le cose più importanti per l’essere umano sono le più piccole, le più intime, quelle che ci sono vicine: il rapporto con la famiglia, i fratelli, i figli, la natura, il luogo in cui si vive.
Dopo Godland, sentivo il desiderio di raccontare una storia ambientata nel presente, capace di esplorare il nostro tempo. Volevo filmare ciò che mi è vicino, attorno a me, nel mio giardino, senza dover costruire o ricreare nulla. Mostrare le cose non in modo artificiale, ma così come sono realmente. Lavorare sull’intimo, sul quotidiano o persino sul brutto – non su qualcosa di epico, perfetto o straordinario – è stato insieme un desiderio e una necessità. È un film sull’intimità, sulla familiarità e sullo straniamento: c’è un aspetto onirico, ma volevo che tutto fosse fluido, in costante movimento, come l’acqua.”

 


filmografia
2017 Vinterbrødre (Winter Brothers)
2019 Hvítur, hvítur dagur (A White, white day)
2022 Vanskabte land (Godland)
2025 Ástin sem eftir er (The Love That Remains)

 


festival
2025 Cannes FF – Cannes Premieres
2026 European Film Awards: candidato nella shortlist