
M. BUTTERFLY
Canada, 1993, DCP, colore, 100’
PROTAGONISTI DEL CINEMA EUROPEO
Jeremy Irons
➔ VEN 13 NOV | ORE 18:00 | SALA 4
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Henry Hwang dalla sua omonima pièce
Fotografia: Peter Suschitzky
Montaggio: Ronald Sanders
Scenografia: Carol Spier
Musica: Howard Shore
Costumi: Denise Cronenberg
Interpreti: Jeremy Irons (René Gallimard), John Lone (Song Liling), Barbara Sukowa (Jeanne Gallimard), Ian Richardson (ambasciatore Toulon), Annabel Leventon (Frau Baden), Shizuko Hoshi (compagna Chin), Richard McMillan (collega ambasciata), Vernon Dobtcheff (agente Entancelin), David Hemblen (primo agente segreto), Damir Andrei (secondo agente segreto), Antony Parr (terzo agente segreto), Margaret Ma (domestica di Song’s), Maria Teresa Uribe (Butterfly), Peter Messaline (diplomatico), Sean Newitt (assistente ambasciatore)
Produttori Producers: Gabriella Martinelli
Produzione Production: Geffen Pictures
Funzionario presso l’Ambasciata di Francia a Pechino nel 1964, René Gallimard, assistendo alla rappresentazione in teatro della “Madama Butterfly” si innamora dell’interprete dell’opera, Song Liling, della quale diviene l’amante, trascurando per lei la moglie Jeanne e l’amica Frau Baden, dama dell’Ambasciata tedesca. Song è una persona gentile, pudica e riservata: René con lei perfeziona anche la sua cultura cinese e, per la stima e l’appoggio dell’Ambasciatore Toulon, tra l’invidia dei colleghi, diventa viceconsole. I suoi consigli e pareri sulla presenza e la politica degli Occidentali a Pechino sono considerati più che validi, ora che Mao-Tze-Tung è prossimo al potere assoluto, ma René non si accorge di essere caduto in una incredibile trappola: Song Liling è un uomo e, per giunta una spia dei Servizi segreti cinesi.
“M. Butterfly è un’opera a suo modo fondamentale nel percorso cinematografico di David Cronenberg: il tema della mutazione, della ridefinizione di sé e del mondo che circonda il protagonista, perde la connotazione fantascientifica, biologica o anche strettamente medica per rientrare solo nel campo della percezione psicologica del singolo. Nel ribaltamento dell’ideale tragico pucciniano vive una riflessione sul possesso, sul desiderio del maschile di sottomettere il femminile, sul colonialismo e sulla contrapposizione tra occidente in decadenza e oriente in violenta fioritura.” (Raffaele Meale, Quinlan.it, 21/6/218)
1993 Sant Jordi Awards: Miglior Attore Straniero



